Università/ Fanelli: crediamoci, la regione tenda la mano all’Unimol scegliendo di aiutare il territorio

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Quello che da tempo ribadiamo, ce lo ricorda anche la classifica Censis che tra i piccoli Atenei fino a 10mila abitanti, pone la nostra regione al decimo posto. L’articolata analisi dell’Istituto di ricerca socio-economica italiano ha valutato gli atenei relativamente a: strutture disponibili, servizi erogati, borse di studio, livello di internazionalizzazione, comunicazione e servizi digitali, occupabilità.


Ma a penalizzare l’ateneo molisano è stato proprio questo ultimo indicatore, con un decremento di circa 10 punti percentuali. Un dato che mette in evidenza come gli sforzi interni alla realtà universitaria locale, non coincidano con quelli compiuti per lo sviluppo del territorio. Ed è proprio su questi che, invece, deve concentrarsi l’impegno della Regione, con un investimento duraturo in termini di attrattività territoriale. Lavorare per favorire un contesto imprenditoriale che valorizzi il Molise in termini di un’occupabilità che dia futuro e prospettive ai nostri giovani. È questo il ruolo chiave della Regione. Soprattutto in questa fase.


E allora che il Governo regionale sia al fianco della formazione con un piano di comunicazione adeguato capace di valorizzare un’Università che, nel dopo-Covid, potrà offrire, a condizioni invariate, sia la formazione in presenza che la didattica a distanza, con la consapevolezza che gli studenti potranno optare per la prima nella più totale sicurezza. Ma la Regione investa anche sui servizi. Primario in questo senso il ruolo dei trasporti. E sul diritto allo studio, ascoltando gli studenti e i soggetti interessati.


Ma la Regione sia anche protagonista nel favorire la riduzione dei costi per tutti gli studenti molisani e per coloro che, nel riorganizzare la loro vita post pandemia, sceglieranno di ritornare a studiare nella loro regione. Per gli studenti molisani iscritti nelle altre università e che stanno valutando se continuare a restare fuori o tornare a studiare qui. I motivi di queste scelte, su cui incidono la paura per la salute o le prospettive economiche delle famiglie, sono chiaramente profondi e, proprio su quelli il sistema è chiamato ad agire per dare garanzia di scelta allo studente. È terribile pensare che una famiglia non possa più garantire ai figli il percorso di studi che vogliono. Ma laddove tali incertezze perdurano, qui si faccia il massimo.


La speranza è quella che davvero la Giunta Toma riesca a risultare sensibile a un tema cruciale quanto delicato. Magari impegnando una parte delle elasticità dovute alla riprogrammazione dei fondi POR FSE 2014-2020 causa emergenza Covid-19.  Altre regioni lo hanno già fatto. Ad esempio, la Giunta regionale della Puglia ha predisposto uno sgravio totale sulle tasse regionali e un bonus per sostenere le altre spese. E allora perché anche il governo regionale del Molise non sceglie di investire in un ‘costo universitario’ che nella nostra regione possa essere pari a zero? Sono tutte proposte queste, che avremo modo di illustrare nel dettaglio martedì 21 luglio in occasione del Consiglio monotematico sulla scuola che avevamo provveduto a richiedere in vista della ripresa a settembre.


Proprio nell’autunno del dopo pandemia anche la scelta dell’Università dovrà fare i conti con nuovi criteri di valutazione e la paura di un ulteriore lockdown, ma anche con quel concetto di sicurezza che per un territorio come il nostro rappresenterebbe la chiave di svolta. E allora perché perdere l’occasione di credere e investire in formazione? Credere e investire nel futuro dei nostri giovani?
La sfida dell’Università del Molise coincide con quella della Regione. Anche questa volta non sia persa una possibilità di futuro!

Micaela Fanelli

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