Emergenza Covid: i cinque verbali dei Nas dopo i sopralluoghi

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I militari del Nas hanno svolto sopralluoghi nei vari ospedali della regione, a partire da inizio ottobre e fino a dicembre, per quanto concerne l’emergenza Covid. Criticità riscontrate da più parti e trasmesse al commissario ad acta Angelo Giustini, alla direzione della Salute della Regione e ai vertici Asrem.

Nel dettaglio, i cinque verbali NAS :


1. Il Primo, del 16 ottobre, relativo al centro prelievo tamponi molecolari di Termoli, via Molinello. Segnala. Si può entrare liberamente, senza separazione accessi covid/non covid. L’accesso unico a tre attività quali il prelievo molecolare per accertamenti covid, prelievo sangue e marcatura presenze dipendenti costituisce un “elevato elemento di rischio” poiché vi è la possibilità di contatto interpersonale fra soggetti potenzialmente positivi e altri. A nulla valevano alcune rassicurazioni su orari differenziati di accesso, poiché il Comandante dei Nas, Mario Di Vito, certifica che in alcuni orari l’accesso è promiscuo.


2. Il secondo, del 3 dicembre, sempre per Termoli, ma al San Timoteo rileva accesso covid/non covid non separato (la catena bianco rossa non assicurerebbe alcuna garanzia reale di separazione); l’unico servizio igienico per pazienti no covid si trova in area covid; la sala di “emergenza” sia per i pazienti covid che non covid (previa sanificazione) si trova a metà strada fra i due percorsi.


3. Il terzo, del 9 dicembre, relativo al poliambulatorio di Agnone. Mancanza di sistemi per accesso in sicurezza e tenda triage priva di personale al momento della verifica. Mentre il personale che effettua visite ai malati covid non ha locali dedicati per le operazioni di igiene personale.


4. E veniamo al verbale sulle carenze di personale, dell’ 11 dicembre. Al Cardarelli, grave carenza di personale. Per San Timoteo si torna su assenza di percorsi dedicati a pazienti covid o sospetti covid “che per motivi di urgenza vengono spostati”. Per il Veneziale, carenza nei turni pomeridiani e notturni.


5. Da ultimo, il verbale più discusso, quello relativo ai percorsi del Cardarelli, del 16 dicembre. Si riporta testualmente quanto prevede, poiché abbiamo letto le differenti interpretazioni di Giustini e Florenzano e ora è necessario capire oggettivamente come stanno le cose, trascrivendo letteralmente gli atti: “seppure esiste un articolato protocollo per lo spostamento dei pazienti in “codice rosso” (covid o sospetti covid) dal pronto soccorso al comparto operatorio, il personale preposto al trasporto dei pazienti non risulta essere stato formato con procedure operative scritte, per cui rimangono dubbi sull’effettiva e completa formazione svolta per gli stessi”. Circa malattie infettive esisteva la nota questione dei campanelli dei posti letto non funzionanti.

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