Di Lisa: Il PD nelle mani di Patriciello. Ruta Leva e Venittelli gli artefici

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domenicodiliDalle mie parti si racconta di un signore che nei tempi difficili della guerra di fronte alle insistenti richieste del figlio che gli chiedeva di acquistargli un paio di scarpe, il cui prezzo non era alla portata delle possibilità della famiglia, gli rispose “scordatelo che io ti compri le scarpe, eccoti i soldi e vattele a comprare “. Questo aneddoto mi è tornato in mente nelle ultime settimane quando a più riprese ho sentito da Venittelli, Ruta e Leva “non consegneremo il PD a Patriciello”. Questi signori ci sono o ci fanno? Fanno finta di non sapere che l’operazione è già avvenuta e loro ne sono stati gli artefici Principali. Pensano che siamo tutti smemorati?

Dobbiamo ricordare a Ruta il tentativo da lui portato avanti nelle elezioni 2006 di fare l’accordo proprio con Patriciello, non riuscito semplicemente perché l’eurodeputato si rese conto che comunque il centrosinistra avrebbe perso le elezioni? Dobbiamo ricordargli, ora che giustamente chiede che esponenti ed elettori di altri partiti non inquinino il voto delle primarie del PD, che due anni fa era presidente del partito e promosse @lternativa?
Dobbiamo ricordare a Leva, che da anni, con la sua aria da “saggio” e quell’atteggiamento pensoso, in contraddizione con la profondità del pensiero, non perdeva occasione per dichiarare che il PD ed il centrosinistra “devono aprirsi e coinvolgere le forze moderate della società molisana per vincere la battaglia contro Iorio ?”
Ma un anno fa hanno forse proferito parola di sdegno quando alla manifestazione elettorale di Frattura e Cotugno a Venafro a fare da anfitrione c’era proprio Patriciello, eurodeputato della PDL? Ma veramente ignoravano che il gruppo venafrano avesse forti interessi nella sanità (e non solo) che oggi cercano di difendere perché si sentono padroni del vapore? A pensare che Ruta e Leva per essere eletti al parlamento hanno sollecitato e ricevuto i voti anche della famiglia Patriciello si fa peccato ma forse indoviniamo.
Potremmo fare una lunghissima lista di queste “perle di saggezza” e metterla sul comico se non fosse drammatica la fine ingloriosa del centrosinistra molisano, della sinistra e del PD, che questi “strateghi” hanno provocato, con la complicità e la connivenza di uno stuolo di ignavi. Questi coccodrilli hanno infangato la memoria e la storia di migliaia di “compagni” (veri) che hanno subito condizionamenti, ricatti, discriminazioni, consegnando su un piatto d’oro la Regione a personaggi di destra (e che destra!) in nome e per conto del centrosinistra.
Hanno dapprima sguazzato in un sistema clientelare fatto di connivenze trasversali collegate al reciproco ricatto, diventato il vero cemento all’interno di una Regione divisa per gruppi di potere mascherati da partiti e correnti politiche. Hanno poi contribuito a far smarrire ogni distinzione tra sprechi e spesa pubblica virtuosa per fare, infine, venire meno ogni forma di remora e di condanna del deteriore e bieco fenomeno trasformistico che nel Molise ha assunto dimensioni stratosferiche.
Non mi unisce assolutamente nulla, sul piano politico e culturale, e non nutro la minima simpatia per quel coacervo di forze e personaggi che sostiene la candidatura della Fanelli. Ritengo senza mezzi termini che le primarie di domenica rappresentano semplicemente una lotta sordida e volgare per l’occupazione del potere fine a se stesso tra cordate riconducibili alla destra. Mi dispiace per Laura Venittelli ma mi auguro che i due “apprendisti stregoni”, principali responsabili della liquidazione del centrosinistra molisano, siano a loro volta liquidati. Politicamente si intende! Il fratricidio in politica è la norma, e il parricidio pure. Quoque tu.
Domenico Di Lisa

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