Domenico Iannacone: Rifiuti tossici, siamo costretti a dire basta, abbiamo diritto alla vita

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iannacone Intervista al giornalista di Rai 3 de I Dieci Comandamenti Domenico Iannacone

“Fiumeinpiena” è la manifestazione che si è svolta a Napoli il 16 novembre e che ha visto cittadini, senza simboli e colori partitici, scendere in strada. 130 mila o 150 mila, poco importa il numero, è importante la voce che si è levata reclamando il diritto alla salute, alle bonifiche e alla possibilità di inserire il reato ambientale nel Codice Penale. Alcune proposte della giornata sono state Stop biocidio, Si a bonifiche, si a incastrare i colpevoli, no all’inceneritore, no alle gare d’appalto gestite dalla camorra nel ciclo dei rifiuti, si all’introduzione del registro dei tumori, no ai roghi tossici, si tutela del territorio e promozione dei prodotti agroalimentari sani. Domenico Iannacone giornalista di “Presa Diretta” e “I Dieci Comandamenti” ha dato voce ai drammi e alla voglia di rivalsa di una terra che non vuole essere ricordata soltanto per i rifiuti e la camorra. Proprio con Domenico Iannacone abbiamo fatto il punto della situazione sulla ormai tristemente famosa ” questione dei rifiuti tossici”, che hanno interessato anche la nostra regione.

fiumeinpienaDomenico, l’ennesima manifestazione dei cittadini che devono scendere in piazza per manifestare i propri diritti.
Per questo argomento specifico non poteva esserci altro luogo per manifestare, per vent’anni le cose sono rimaste inascoltate, perchè presenti le avvisaglie, perchè le dichiarazioni dei pentiti, perchè si sapesse in qualche modo ciò che sta accadendo, evidentemente in uno Stato come il nostro si è costretti, mi ci metto anch’io dentro , a dire basta, come popolo ci ribelliamo perchè abbiamo diritto alla vita”.
Tra gli organizzatori della manifestazione anche don Maurizio Patriciello, parroco di Caivano, che hai conosciuto proprio nel reportage “La Terra dei Fuochi”.
Quella terra è avvelenata dai rifiuti di ogni genere, interrati o bruciati senza alcuna precauzione. I roghi sono continui, i rifiuti, amianto compreso, vengono ammassati ovunque, sotto i cavalcavia e nelle campagne. In quella zona si muore, più che altrove, di cancro. Don Maurizio Patriciello, il prete di Caivano che da anni denuncia la situazione, inascoltato, mi ha accompagnato in quel viaggio”.
Dal settore sanitario sembrano “essere” cauti nel valutare la corrispondenza ” sostanze tossiche – aumento di tumori”, data anche la mancanza di dati che potrebbe derivare da un Registro Tumori, che in alcune regioni manca, ma quale è la realtà?
Vedi, questo è il grave problema, la manifestazione Fiumeinpiena aveva anche una valenza ben precisa: << voi, Stato ed Istituzioni, che ci avete negato l’esistenza di rifiuti tossici nella terra, voi che avete negato il nesso tra causa ed effetto, adesso assistete alla nostra ribellione>>. Questi venti anni di ritardo hanno caratterizzato il fatto che lo Stato ha fatto finta di non prendere coscienza che in Campania, dato rilevato proprio dal reportage, l’aggravarsi della situazione sanitaria, l’aumento di casi di patologie tumorali era da riferirsi esclusivamente a quella situazione, piuttosto che alla condotta alimentare o di vita. Questa è stata una grande bugia”.
Le rivelazioni del Dossier di Schiavone hanno allertato ultimamente le Istituzioni, ma ormai sappiamo che sono notizie occultate. Ai responsabili di tanti anni di silenzio cosa succederà secondo te?
Intanto ci sarà bisogno di ritrovare le responsabilità, di trovarle anche in maniera approfondita. Dal punto di vista delle risultanze c’è un problema, perchè vent’anni sono tanti, è semplice trovare i responsabili, localizzare i rifiuti, punire, ma la risultanza penale sui reati ambientali è ancora una chimera, è tutto campato in aria. Se lo Stato, si è confuso tra i colpevoli, come farà a punire se stesso? Pensa che il più grande commissariamento italiano è stato quello dei rifiuti campani, si è agito esattamente al pari dei clan quando hanno interrato i rifiuti, è stato utilizzato lo stesso sistema. E’ importante indagare anche sulla cave, in quanto è tacito che all’interno ci sia della roba, sono diventate una sorta di discarica, in quanto poi lo Stato ci ha collocato i rifiuti urbani, pensa che miscuglio! Trovare la verità diventa molto complicato”.
Sentiamo parlare di “omertà” riferita alla società civile, ma forse bisognerebbe parlarne anche riferita ai cosiddetti “piani alti”?
Bè se parliamo della Campania, l’omertà c’è stata. C’è stata connivenza di chi ha permesso che sul suo terreno fosse sversata questa “roba”. Il problema però va visto anche sotto un altro punto di vista, c’è gente che ha vissuto nel terrore. E’ complicato vivere mettendo a repentaglio la propria, ma soprattutto la vita dei propri figli in situazioni come queste. Quello che dici è giusto, lo Stato doveva essere presente, doveva vigilare, bisogna che si parta dalle istituzioni per arrivare alla società civile”.
Campania e non solo, anche il Molise, suo malgrado, è stato interessato da questa situazione. Nonostante le inchieste di giornalisti locali non si è mosso nulla.
Si è vissuto con l’inganno che questa è una regione esente da qualsiasi tipo di problema. Il Molise di per se è una regione che ha un problema di visibilità, nel bene e nel male, quando la visibilità manca è come se tutto fosse poi messo a tacere, come se tutto fosse a posto. Io mi rendo conto che abbiamo vissuto con l’immaginario di un’isola felice, ma invece il problema grave è che ci sia stato un periodo, come ormai è chiaro, in cui la regione era una rotta precisa per i clan, per i rifiuti che dal Nord passavano al Sud, di conseguenza non poteva essere esente da tutta la questione. In Molise ci sono anche tante cave, che sono un luogo deputato all’interramento dei rifiuti tossici. Io seguirei soprattutto questo filone, andrei a controllare in questi luoghi. So che si è creato un pool tra varie Magistrature, compresa quella molisana, e credo che debbano ancora tracciare un racconto ben preciso con Schiavone, non si può agire con dichiarazioni generiche. Io vorrei che qualcuno facesse tornare alla mente a Schiavone dettagli ben più precisi, compresi quelli che riguardano il Molise, e da lì cominciare a fare una ricerca e soprattutto continuare a tenere gli occhi aperti anche al dopo”.
I Dieci Comandamenti, trasmissione molto seguita e di cui attendiamo la seconda edizione, ci sarà ancora spazio per il Molise per i rifiuti e non solo?
Come sai la mia trasmissione ha una valenza strana, racconta di storie con una struttura di inchiesta morale. Io spero di poter allargare il campo anche al Molise. Mi piacerebbe, anche se dipende da tanti fattori, perchè è la mia regione e so che c’è tanta verità da raccontare”.

Mariateresa Di Lallo

(intervista pubblicata su Il Settimanale del Molise venerdì 22 novembre 2013)

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