Autovelox: Partito Comunisti dei Lavoratori contro il Sindaco di Macchia d’Isernia

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autovelox-465x300Invitiamo tutti i tartassati dall’autovelox illegittimo di Macchia, a non dare alcun credito alle fanfaluche false e fuorvianti diffuse dal sindaco di Macchia sui media locali, secondo cui “l’autovelox sarebbe regolare” perché “le poche sentenze del Giudice di Pace” avrebbero accolto i ricorsi solo per coloro che hanno giustificazioni di salute. Nulla di più falso: la sindaca è ben a conoscenza del testo delle numerosissime sentenze del Giudice di Pace dalle quali per tabulas risulta clamorosamente smentita, laddove si accerta con chiarezza che il suo autovelox è abusivo poiché collocato sul lato opposto a quello autorizzato a parte altri abusi e violazioni, annullando gli illeciti ed esosi verbali del suo comune.

Non contenta, la sindaca è diventata come la camera oscura che guarda gli oggetti capovolti, al punto da infamare come “speculatori” Di Schiavi e Turdò che, invece, stanno stoicamente difendendo le masse popolari ed operaie tartassate dal suo autovelox abusivo e sanguisuga, rifondendoci, tempo, salute e denaro (con i piccoli contributi di 20 euro non recuperano neanche le spese per carta, stampe, tempo e benzina… e salute). In questa infame campagna di questi giorni, non ci è sfuggita l’apparizione contestuale di uno sconosciuto individuo, tale Di Lorenzo Giovanni, che si è presentato ai media diffondendo la falsa notizia di “aver pagato 30-35 euro agli speculatori Turdò e Di Schiavi” per farsi preparare il ricorso come le centinaia di altri ricorrenti, facendo da eco alle stupidaggini diffuse dalla sindaca di Macchia. Sennonché, il “sospetto” intervento tutta fuffa di questo tale sconosciuto Di Lorenzo, ci ha subito indotto ad “indagare”: costui non ha presentato alcun ricorso, né tramite Di Schiavi né tramite Turdò, come gli stessi ci hanno confermato. Gli stessi Di Schiavi e Turdò ci riferiscono che lo stesso individuo l’altra sera li aveva chiamati (con numero coperto non individuabile) e li aveva aggrediti verbalmente asserendo, con ciascuno di essi, di aver perso il ricorso da loro fatto (alla stampa invece ha dichiarato che il suo presunto ricorso è stato accolto ma per motivi diversi da quelli da noi eccepiti). Dunque chi è questo sconosciuto? Un millantatore ? E quali interessi protegge con questa campagna falsa e denigratoria ? Invero abbiamo anche scoperto che questo Di Lorenzo pare sia di Cassino, cioè compaesano dello stesso del titolare della Avenue SRL (già candidato trombato nel Lazio per “Fermare il Declino” la lista iperliberista di Giannino il falso laureato) , società affidataria dell’appalto con il Comune di Macchia (consultabile sul sito comunale), che percepisce il canone annuo di € 22.572,00 (più altri compensi) per la dotazione dell’autovelox sanguisuga e promotore della famosa riunione in Prefettura dell’ aprile 2012 (v. su notizie da internet) da cui partì il progetto degli autovelox nella nostra provincia. Solidarietà tra cassinesi ? Sarà. Per parte nostra, invece, esprimiamo tutta la nostra stima e solidarietà a Di Schiavi e Turdò, contro la meschina e puerile campagna infamante tentata con tali ridicoli e demenziali espedienti: stanno prestando la loro opera volontaria per assistere i tartassati dell’autovelox illegittimo con estrema competenza, rifondendoci tempo, salute e denaro, proprio per tutti coloro che non hanno la possibilità di pagare avvocati per difendersi dalle vessazioni delle istituzioni borghesi. Gli speculatori, per converso, abbiamo ben capito da tempo chi sono in questa storia: per cui, cari diffamatori di chi si batte per la giustizia sociale mettetevi l’anima in pace con le vostre meschinerie e camarille. La nostra lotta continua, fino a che questa macelleria sociale che si aggiunge a quella del governo dei banchieri non finirà con lo spegnimento dell’autovelox abusivo, poiché sindaco e prefetto dovranno adeguarsi senza indugio alle sentenze del Giudice di Pace che ci danno ragione.

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