Rubrica Economia e Finanza/ Shangai digerisce il coronavirus

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Nel momento in cui scrivo i listini europei e Wall Street continuano a perdere terreno, giorno dopo giorno.L’indice azionario cinese di Shangai invece è tornato oltre i livelli di inizio anno, portandosi addirittura positivo ( +0,7% al 05/03/2020 ). Ad un mese e mezzo esatto dal 20/01/2020 , il giorno in cui la Cina comunicò al mondo la presenza del Coronavirus ed ad un mese circa dal minimo assoluto toccato dal mercato cinese il 03/02/2020.


In presenza di eventi come quello che stiamo vivendo in questi giorni, gli analisti fanno analogie con momenti di mercato simili. La più simile epidemia fu la SARS, esplosa nel gennaio 2003, anche in questo caso partita dalla Cina e Hong Kong. I mercati azionari all’epoca segnarono i minimi nell’Aprile dello stesso anno. I mercati poi si ripresero, toccando nuovi massimi fino al 2008.


Il 2008 L’anno della grande crisi finanziaria culminata con il fallimento di Lehman Brothers! I mercati crollarono del 50% circa fino ad Aprile del 2009. Il resto è storia nota : per 11anni consecutivi i mercati hanno segnato continui record al rialzo. E certo non sono mancati momenti di terrore. Per rimanere in ambito sanitario, dal 2009 in poi abbiamo affrontato l’influenza suina (H1N1), il colera nel 2010, MERS a maggio 2013, EBOLA a marzo 2014, ZIKA nel 2016, ancora EBOLA nel 2018. Potremmo poi segnalare i crolli dovuti al mercato italiano ad Agosto 2011 con spread ad oltre 600, crisi finanziaria cinese ad agosto 2015, fino all’ultimo trimestre del 2018, dove i mercati persero mediamente il 30% per ripartire nel 2019 ( anno finanziario considerato fra i migliori di sempre ). A dimostrazione della tesi che dopo qualsiasi choc i mercati hanno subìto, sono tornati poi positivi.


I rischi di mercato imprevisti, i cosiddetti CIGNI NERI, sono spesso sopravvalutati.La storia finanziaria ci insegna che inizialmente questi grandi rischi vengono sottovalutati, quando scatta la paura degli operatori sul mercato, di solito è vicinissima una ripresa.
Vince, come sempre, chi ha una buona diversificazione. Sui mercati non conta ciò che accade al momento, ma ciò che si vuole ottenere nel giusto orizzonte temporale. Una volta che l’attuale epidemia si sarà placata ( i picchi sono stati raggiunti in Cina, ma non ancora nel resto del mondo ) i mercati si riprenderanno forse anche con forti correzioni questa volta al rialzo. Come per la SARS, l’influenza suina, Ebola e Zika, i mercati dopo tre mesi evidenziavano rialzi fra il 15 ed 30%, così ci si augura per i mercati europei e statunitensi.

Qui l’epidemia è arrivata più tardi, probabilmente i mercati seguiranno l’esempio cinese in attesa della messa a punto di valido ed efficace vaccino.


Francesco Potito
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