Economia sommersa e illegale: Ogni anno 290 miliardi

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Un’interessante studio sull’economia sommersa ed illegale effettuato dalla  fondazione Bruno Trentin con il centro studi Tecne’ e il Cer, assegna al Nord la quota evasa maggiore, circa 70-80 mld l’anno, cui segue il Mezzogiorno, 65-75 mld, e il Centro tra i 45-55 mld che sfuggono alla contabilizzazione ufficiale,di conseguenza l’economia ‘in nero’, quella che sfugge al fisco, vale da 250 ai 290 miliardi di euro l’anno. Circa 180-210 miliardi solo dall’economia sommersa e da quella informale mentre le attività illegali, dalla prostituzione all’usura, ‘fatturano’ tra i 70 e gli 80 mld di euro.  Il mancato gettito fiscale ammonta a 85-100 mld di euro . Tra i settori che alimentano il nero svettano i servizi con una quota che oscilla tra i 125 ed i 135 mld. Sull’economia illegale, in cui sono la prostituzione e la vendita degli stupefacenti a fare la parte del leone con un giro di affari di circa 21-23 mld di euro l’anno. Anche l’usura pesa sulla contabilità nazionale, cui sottrae circa 9-22 mld l’anno mentre la prostituzione si ritaglia circa 12-14 mld; il contrabbando 10-11 mld e i giochi clandestini tra gli 8 e i 10,il 59% dell’evaso è costituito da attività che non superano il milione di euro. Inoltre 40-50 mld delle risorse sottratte alla contabilità ufficiale arrivano dal rigonfiamento dei costi di gestione e da false fatturazioni, mentre circa 100-110 mld dall’acquisto di beni e servizi legali esercitati da operatori non ufficiali. Tra le conseguenze, oltre alla corruzione e all’inquinamento ambientale, emerge il lavoro nero con un ‘esercito’ di oltre 3,8 milioni di lavoratori. L’evasione sembra avere i suoi vantaggi: una famiglia che decidesse di rivolgersi interamente a soggetti che evadono il fisco, dal cibo al vestiario, dalla casa alla sanità, potrebbe risparmiare oltre 1000 euro l’anno, più al Nord che nel Mezzogiorno, salvo poi pagare più tasse.Le risorse dell’evasione fiscale  se fossero destinate all’economia reale potrebbero ridare fiato al Paese. Orientando infatti 7,3 mld di euro all’estensione del bonus a incapienti e pensionati,infatti, si fornirebbero impulsi alla dinamica dei consumi di circa 1,7 punti mentre destinando 6,7 mld all’ampliamento degli investimenti pubblici si potrebbe preventivare una crescita in 4 anni di circa 150mila nuovi occupati. Per non dire degli effetti sul Pil , che crescerebbe sempre in 4 anni, dell’1,50, e sull’Indebitamento ,-4,5 mld.
Alfredo Magnifico

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