Salute dei Molisani/ “Bis repetita non semper iuvant”

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di Massimo Dalla Torre


Ci siamo permessi di giocare con il latino, con tutto il rispetto per le massime di vita che insegna la lingua dei padri che, per molti è morta, per commentare, anche se superfluo, quanto sta accadendo in regione in merito la tutela della salute dei Molisani. Sulla bontà delle tesi difensive su questa branca o di quello che ne rimane, non entriamo nel merito, anche se dovremmo farlo da cittadini, perché tutti hanno il diritto di dire la propria.

La cosa che ci lascia perplessi e sotto molti aspetti sconcertati è l’insistenza con la quale si portano avanti certe argomentazioni che, evidentemente, cozzano con i fatti che, consentiteci di dire vacillano tanto da mettere in imbarazzo finanche chi ha sposato appieno la tesi della positività delle cose, tanto da non sottrarsi in prima persona al fuoco di fila. Le quali sono come il “boomerang” che, se non si calcola bene l’angolazione di lancio, al ritorno colpisce pesantemente chi vuole a tutti i costi mitigare gli accadimenti, che stanno mettendo a soqquadro l’intero parterre politico locale.

Una sorta di “rabellot” che oggi più che mai ingenera confusione e sospetti. Una sorta di passo falso che innesca farraginosità da cui è difficile uscire perché come si dice nel linguaggio comune: ci s’incarta su se stessi, il che è alquanto pericoloso specialmente quando si amministra la sanità, materia delicata, visto anche i periodi non troppo tranquilli che si attraversano in Italia, Molise in primis.

Un arrampicarsi sugli specchi che induce a citare un altro detto: la correzione è peggiore della stampa. Un arrampicarsi, a nostro modesto giudizio, che peggiora le cose e innesca meccanismi pericolosi che fanno si che l’opinione pubblica si scagli ancora di più contro chi dovrebbe rappresentarci. Una non rappresentanza che è disarmata e del tutto inadeguata, per questo riportiamo il commento di un cittadino: “è come il ragazzino che è stato scoperto a mangiare la marmellata nella dispensa mentre gli altri dormono e balbetta giustifiche dinanzi a chi chiede spiegazioni”.

Paragone che calza appieno con gli avvenimenti perché “i se, i ma, i tentennamenti e i tentativi di capovolgimento di frittate” sono solo e unicamente palliativi a quello che è la realtà dei fatti. I quali, allo stato attuale, non crediamo possano essere ricondotti sulla “via maestra”.

Tutte cose che suggeriscono di tacere e se del caso fare un passo indietro non quale segno di “resa” – ma di civismo che: è una visione alternativa al sistema che si propone di unire valori positivi per raggiungere un obiettivo comune legato alla tutela di chi è parte integrante della comunità

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