Processo di canonizzazione per la causa di don Tonino Bello

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Sabato 12 ottobre  2013 presso la Curia arcivescovile  di Campobasso si è svolta la deposizione processuale per la causa di beatificazione del servo di Dio mons. Tonino Bello, vescovo di Molfetta (BA). E’ stato ascoltato l’arcivescovo metropolita dell’arcidiocesi di Campobasso- Bojano  mons. GianCarlo Bregantini in qualità di “teste de visu” dai membri del Tribunale di Molfetta , don Sabino Lattanzio, in qualità di giudice delegato e don Luca Murolo come promotore di Giustizia”Avvocato del Diavolo”.  Mons. Bregantini, infatti, ha avuto più volte la grazia di  incontrare il vescovo di Molfetta don Tonino Bello. Anche per il fatto che è stato parroco di una parrocchia, la più piccola, di Bari, san Cataldo collocata alla periferia Nord Di Bari e quindi facilmente accessibile per Molfetta. 

Ogni incontro per lui è stato fonte di grazia e di luce ricavandone speranza e forza, che don Tonino sapeva dare a tutti con larghezza e luminosità.   Siamo infatti all’ultima fase del processo che si concluderà la prima domenica di Avvento di questo anno 2013, dopo aver ascoltato una settantina di Testimoni qualificati superando non poche difficoltà. Tutta la documentazione raccolta  sarà portata  a Roma,  alla Congregazione  per la Causa dei Santi dove è in corso anche la “positio” della Causa di Beatificazione di fra Immacolato Brienza che sta proseguendo con zelo. Si prevede infatti per lui un volume di sintesi della sua vita di oltre 500 pagine che raccontano tutta la vita e l’immolazione del nostro Servo di Dio, fra Immacolato.
Ancora una volta emerge quanto l’arcivescovo faceva notare recentemente, nell’omelia  per la giornata commemorativa di  mons. Secondo  Bologna, vescovo di Campobasso dal 1940 al 1943.   “La Santità non è mai regalata, ma si corre insieme sulle vie del Paradiso. Un Santo ne trascina un altro”. L’arcivescovo e la diocesi tutta si augura di vedere al più presto don Tonino tra i numeri dei beati nella speranza di vederlo accanto a fra Immacolato e chissà anche con mons. Bologna ? Crescono perciò in questo Anno della Fede i Testimoni di Fede sempre più necessari per il mondo giovanile così fragile e smarrito per la mancanza di prospettive.

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