Il fantastico mondo della subregione. Enti subregionali: i bilanci, questi fantasmi!

giudice corte1Incredibile pasticcio nel mondo della subregione- La Corte dei conti chiede i conti  di tutte le partecipazioni regionali ma la Regione dal 2007 non li ha mai forniti- I dirigenti regionali, sollecitati dai Presidenti di Giunta, si rimpallano l’incombenza e alla fine non fanno più niente.

Il 20 giugno scorso il sostituto procuratore generale della Corte dei Conti del Molise, dott. Arturo Iadecola scrive al Presidente della Giunta Regionale. L’oggetto della missiva è piuttosto inquietante: “mancata evasione di disposizioni del Presidente della Sezione Giurisdizionale della Corte dei Conti per il Molise”. Di che si tratta? Iadecola ricorda come nel 2011 la Corte dei conti aveva richiesto alla Regione l’effettuazione di alcuni adempimenti, che, a distanza di due anni, non hanno avuto alcun riscontro. Gli adempimenti erano finalizzati a “rendere edotta la Sezione circa la gestione delle partecipazioni sociali di cui l’Amministrazione è titolare”. In sostanza e nonostante le formule giuridiche piuttosto arcaiche che la legge prevede (in alcuni casi si applicano Regi decreti del Regno d’Italia) si trattava di fornire alla Corte dei conti le consistenze e i valori patrimoniali della partecipate, affinché la Corte potesse effettuare il suo controllo ed eventualmente avviare iniziative giudiziarie (il cosiddetto giudizio di conto) in caso di irregolarità.

Esasperata, la Corte dà 30 giorni di tempo al Presidente della regione per adempiere altrimenti minaccia anche iniziative di natura penale, in particolare la denuncia per omissione di atti di ufficio. I 30 giorni evidentemente non vanno considerati perentori ma comunque Frattura si attiva e il 23 settembre 2013 riunisce la Giunta per deliberare iniziative in proposito. Con delibera 448 la Giunta delibera per le società partecipate “l’individuazione dell’agente contabile e la modalità di resa del conto giudiziale”. Detta così sembrerebbe quasi la nascita di un deposito o di un magazzino di proprietà della regione: ma invece il concetto, ripetiamo ammantato di formule ottocentesco, è molto semplice. Bisogna fornire i conti e le consistenze di fine anno  del fantastico e spesso inestricabile mondo della subregione così che i magistrati contabili possano fare il loro lavoro, vedere cioè se i soldi pubblici sono stati spesi in modo appropriato. Ma perchè questo black-out, gravissimo, di circa sei anni? Teniamo conto che non si tratta di bruscolini. I bilanci delle partecipate della Regione ogni anno muovono milioni di euro, da loro dipendono migliaia di dipendenti, sono zeppe di dirigenti, fanno acquisti e spendono somme di grandissimo impatto economico. E si tratta prevalentemente (ma molto spesso solamente) di soldi e danari pubblici. Perché l’organo di controllo della spesa pubblica nel Molise non ha saputo nulla di tutto questo per ben sei anni? Chi doveva fornire i dati e perché non lo ha fatto? Effettuiamo qualche altra ricostruzione sulla vicenda, lunare se accadeva in altro posto, normale se misurata con il metro della molisanità. Si scopre che il 26 maggio 2011 la Corte dei conti richiede il deposito di queste notizie per gli anni che vanno dal 2007 al 2010. Il 6 giugno l’allora Presidente della regione, Michele Iorio invita il direttore generale e il dirigente del servizio ad effettuare i necessari adempimenti. Il 7 luglio 2011 anche il Presidente del Collegio dei Revisori dei Conti del Consiglio regionale chiede alla Giunta di adempiere a quanto richiesto dalla corte dei Conti. L’11 luglio la responsabile del servizio Gabinetto di Michele Iorio effettua un ulteriore sollecito scritto ai dirigenti che dovevano sbrogliare la matassa. Passa l’estate e ad ottobre, il 25 di ottobre si fa vivo un dirigente, il dr Carmine Fratianni che espone una serie di problematiche sull’Ufficio Società partecipate a lui assegnato ad interim. Interviene quindi il 3 novembre il direttore generale Antonio Francioni che sostiene di essere venuto a conoscenza della problematica solo con la nota del Fratianni. Francioni però dice che non è compito di Fratianni fornire queste notizie richieste dalla Corte dei conti, bensì le stesse sono di esclusiva competenza del responsabile del servizio patrimonio e risorse strumentali, il dirigente architetto Nicola Carovillano. Francioni invita quindi  Carovillano ad attivarsi con “estrema sollecitudine”. L’11 il dirigente del servizio gabinetto del Presidente Iorio torna alla carica e chiede a Francioni e Carovillani riscontro alle richieste già avanzate prima dell’estate. Dopo di che la cosa semplicemente finisce qui. Nessuno risponde più a nessuno e il problema di fornire queste notizie alla Corte dei conti, dopo il vorticoso giro di note dei primi mesi, scompare semplicemente dal radar. Non solo. Oltre agli anni 2007-2010 si cumulano anche gli anni 2011 e 2012 ed ormai ci dobbiamo aggiungere anche il 2013. Fino a quando, cambiato il governo regionale, cambiato il Presidente della Giunta, cambiato il responsabile del servizio gabinetto ma non cambiati i dirigenti regionali coinvolti nella questione arriva la missiva di fuoco del sostituto procuratore generale della Corte dei conti. Nella delibera 448 la Giunta Frattura, forse memore di quanto accaduto al predecessore, fa qualcosa in più di un semplice sollecito. Approva un modellino da compilare da parte dei responsabili delle partecipate regionali da riempire in alcuni campi scrivendo alcuni numeri e alcune indicazioni. Un modellino più semplice di quello che si usa per registrarsi o attivare un account su facebook. In più individua i soggetti che nelle partecipate sono responsabili di questo deposito di atti e li rende responsabili per la fornitura di questo modellino (cui va acclusa anche una relazione in carta libera). Vediamo se funzionerà. Intanto in questa surreale storia di caos gestionale e amministrativo rimarchiamo solo come la Regione impiega 74 dirigenti mentre altre decine di dirigenti sono lautamente stipendiati nelle stesse partecipate regionali. Mai come in questo caso il servizio di gabinetto si troverà di fronte ad un impegno assorbente ogni sua energia e potenzialità.

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