Nel Molise il delirio di onnipotenza è entrata nei palazzi della Politica?

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di Massimo Dalla Torre
Sicuramente molti ricordano l’affermazione “lo stato sono io”. Un’ affermazione che ci riporta indietro nei secoli, e precisamente nella Francia di Luigi XIV, ossia il “Re sole” che proferì questa frase, affermando la supremazia della monarchia ossia di sé stesso.

Un personaggio che, quando incappava in qualche “scivolone” sapeva riconquistare la scena lasciando tutti esterrefatti, ed è per questo che è passato alla storia come l’uomo che portò la Francia ai massimi vertici nell’Europa del seicento. Anche se tutto questo non ci appartiene perché la domanda è un’altra, cosa si cela sotto quest’apertura di stampo storico-culturale?

Nulla di farraginoso e di Machiavellico anche se può sembrare frutto di elucubrazioni di cui il coevo dei Medici era un gran maestro, visto che i palazzi della politica locale da tempo sono in fibrillazione per le beghe che si stanno abbattendo pesantemente sui vari personaggi della vita politica regionale che non sono più al sicuro nonostante il 2023 è lontano, ma manco tanto, aggiungiamo noi.

Sicurezza vacillante dovuta a numerosi “malesseri”, che sono “scoppiati” specialmente nella maggioranza che regge le sorti della nostra piccola ma non incisiva realtà. Malesseri, che, hanno assunto i connotati di una vera e propria “congiura”, leggasi querelle elezione dell’ex Presidente della Giunta Regionale, Michele Iorio al vertice della seconda commissione, finita con uno scacco matto all’attuale re.

Cosa che sta mandando letteralmente in pezzi i delicati equilibri politici. Insomma un vero e proprio “tsunami” che, da tempo si è abbattuto sui Palazzi. Senza voler entrare nel merito delle “questioni”, anche se dovremo farlo, perché siamo noi elettori a dare il mandato agli eletti per rappresentarci, vorremo capire il perché di queste manovre che, di fatto mettono in crisi le Istituzioni, decolorando politicamente il Molise.

Manovre paragonabili al gioco del domino, in cui le pedine a pois nere e bianche affiancate le une alle altre una volta spinte creano una cascata realizzando disegni
fantastici ed allegorici, ma non in questo caso. Per tornare al filo conduttore abbiamo preso in prestito l’affermazione del re sole “lo stato sono io” perché quello che stiamo assistendo ad un vero e proprio “delirio d’onnipotenza”. Un qualcosa di negativo che fa ignorare quelli che sono gli obiettivi, cui bisogna nonostante tutto, arrivare altrimenti si rischia di rimanere isolati, ecco perché ci piace far ricorso al vernacolo che traduciamo “…mi auguro che non continui a fare di capa sua altrimenti se ne va di aceto”.

Cosa da deprecare perché di altre cadute in questo particolare momento nessuno ha assolutamente bisogno.

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