Campobasso: luogo di alcol e vandalismo.

Domenica 25 gennaio 2015 si è assistito ad una delle più belle partite che hanno visto protagonista il Campobasso, artefice di una triplice rimonta e che poi è riuscito a siglare quarta e quinta rete portando a casa i tre punti. Nuova mentalità, nuovo modulo e nuovo gioco che finalmente vede giocare palla a terra e far partire parecchi cross dalle fasce che favoriscono finalmente quel grande attaccante che è Simone Miani, fino ad oggi nell’ombra più totale. Comunque non intendiamo parlare di calcio in questo breve articolo, ma della ridicola costrizione ultra proibizionista che vede l’impossibilità da parte del bar dello stadio di somministrare alcolici. Di Qualunque tipo.

stadio 2Una barzelletta tutta campobassana che prosegue da mesi, con promesse non mantenute e con la proprietà dell’esercizio commerciale che continua a subire un atteggiamento a dir poco paradossale da parte di tutte le autorità competenti. Non partecipiamo ai tavoli ed alle riunioni tra comune e questura, dunque non si è nella posizione di attribuire o segnalare specifiche responsabilità. Il dato comunque è uno solo: SECONDO LE ISTITUZIONI LOCALI I CAMPOBASSANI SONO CITTADINI UBRIACONI, PERICOLOSI ED AI QUALI BISOGNA VIETARE LE BEVANDE ALCOOLICHE. Questo è l’unico dato, a prescindere da chiacchiere spicciole e da due soldi che rimbalzano da politici e funzionari che non riescono a sbloccare una questione talmente semplice che in tutta Italia va avanti come in automatico. In tutti gli stadi di Italia, così come a Termoli CHE è governata dalla medesima Questura di Campobasso, si vende birra (giustamente), senza troppi indugi. Siamo in un Paese dove il consumo di bevande alcooliche non è vietato a nessuno, a patto che sia maggiorenne. Premesso questo, eccezion fatta per gli incontri ad alto rischio quando i fumi dell’alcool potrebbero contribuire a situazioni già problematiche e dove è sano e giusto imporre un divieto di somministrazione vendita e consumo, questa situazione non si verifica da nessuna parte. A Campobasso, però, gli uffici competenti hanno ritenuto anche Campobasso – San Nicolo, dove i tifosi locali erano mille e gli ospiti ZERO, una gara ad alta tensione, dove i papà con i bambini o i giovani e violentissimi ultras rossoblu, se avessero avuto birra, avrebbero devastato le LORO auto nel parcheggio. stadio 1Non è ironia, è tristezza per come venga offesa una intera città trattata come ritrovo di alcoolizzati e violenti. In conclusione, non esistono fatti pregressi, accadimenti specifici, circostanze esterne per porre un simile divieto. In oltre 20 anni di attività il Selvapiana è stato una sorta di chiesa, dal punto di vista dell’ordine. E cosa si ha in cambio? Un reiterato accanimento verso onesti cittadini che la domenica si recano allo stadio per assistere all’incontro di una squadra che pone le basi su uno straordinario progetto di azionariato popolare e che già ha vinto la sua partita più importante: la rinascita. Chi vive gli spalti sa bene che il consumo di superalcolici è pressoché inesistente a Campobasso se non per quel Caffè Borghetti che è una tradizione, servita in contenitori di plastica, come legge impone. E poi la birra, meno di 5 gradi di tasso alcoolico. Stappata dai baristi e versata in bicchieri di plastica anti-lancio. Questo è ciò che viene vietato a Campobasso e sicuramente chi leggerà questo articolo fuori regione rimarrà piuttosto basito da tale circostanza ma purtroppo, cosa volete farci: CAMPOBASSO E’ NOTORIAMENTE CITTA’ ALCOOLICA E RISSOSA. La cosa ancora più triste, poi, è che gli onesti gestori del bar dello stadio che da 30 anni offrono il loro servizio si vedono privare della loro fonte di sussistenza settimanale, anzi quindicinale e sono comunque chiamati a dover aprire l’attività per qualche caffè. Complimenti a tutti, in special modo quegli amministratori che hanno anche la faccia tosta di entrarci nel bar, a prendere il caffè.

L.T.

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