Acli Campobasso e Campodipietra, Guglielmi: pronti al grande appuntamento contro il Tre Pini Sporting Matese

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L’esperienza in fatto di finali di Coppa Italia non gli manca di certo. Ne ha già disputate due in carriera, entrambe vinte con le maglie di Trivento e Campobasso. Domenica sarà un’altra storia, certo, ma Carmine Guglielmi e le Acli Campobasso e Campodipietra si faranno trovare pronti al grande appuntamento del Lancellotta contro il Tre Pini Sporting Matese, formazione detentrice del trofeo tricolore. Alla vigilia con l’attaccante rossoblù abbiamo parlato della gara di domenica ma anche di tanto altro. Ecco le sue sensazioni.

In carriera hai già vinto la coppa Italia Regionale con l’Atletico Trivento nel 2007-2008 e poi con il Campobasso nell’anno 2013-2014, stagione in cui avete conquistato anche la coppa Italia Dilettanti. Quella di domenica contro il Tre Pini che finale sarà?

“Sarà una finale tra due squadre che già in campionato si sono affrontate a viso aperto, due formazioni che preferiscono offendere piuttosto che difendere cercando di proporre un bel gioco. E sicuramente il campo di domenica non ci aiuterà in questo”.

Sei uno degli uomini di maggiore esperienza delle Acli Cb e Campodipietra cosa dirai ai più giovani in questa settimana?

“Dirò di comportarsi esattamente come hanno fatto fino ad ora visto che i risultati sono sotto gli occhi di tutti. E’ una partita che si prepara come le altre anche se poi è normale che con l’avvicinarsi della sfida chi non ha mai affrontato una finale può sentire un minimo di pressione. Il calcio resta pur sempre un gioco e quindi anche l’ultimo atto della coppa Italia va affrontato con questo spirito”.

Si affronteranno due squadre diverse alle quali però piace giocare palla a terra. Loro hanno una maggiore esperienza complessiva. Quale sarà la vostra arma in più?

“La nostra arma in più potrebbe essere, data l’età, la spensieratezza di alcuni ragazzi nell’affrontare questa partita. Se all’inizio dell’anno nessuno pensava di poter arrivare alla finale, questo la dice lunga su quello che siamo riusciti a fare. Con il gioco speriamo di mettere in difficoltà una grande squadra come il Tre Pini”.

Arrivate alla finalissima nelle migliori condizioni fisiche e psicologiche con la spinta dei risultati positivi del campionato. Questo può rappresentare un punto a vostro favore?

“I risultati che abbiamo inanellato fino ad ora, soprattutto consecutivamente, ci danno una spinta importante perché vincere aiuta a vincere e la spensieratezza nell’avere dalla propria parte tutti questi risultati crea entusiasmo. Questo sicuramente ci agevola ma loro stanno facendo altrettanto bene come conferma la classifica dell’Eccellenza”.

E’ il capitano della squadra, una responsabilità importante in una partita di questo spessore?

“Capitano o no cambia poco. Mi sento un giocatore importante di questa squadra perché sono quello con più esperienza. Ho cercato negli anni di trasmettere qualcosa un po’ a tutti e quindi a maggior ragione per quanto riguarda questo appuntamento storico che la società e tutta Campodipietra avranno domenica, mi sento carico di responsabilità. Raggiungere l’obiettivo sarebbe fantastico e forse, per certi versi irripetibile. Ovviamente spero non sia così nel senso che nei prossimi anni si continui a crescere come abbiamo fatto fino ad ora ma sicuramente l’appuntamento di domenica per noi è un qualcosa di storico”.

Gli episodi potrebbero essere decisivi, conterà essere sempre concentrati al massimo, è così?

“Gli episodi contano in qualsiasi partita, a maggior ragione in una finale. L’importante è fare quello che abbiamo fatto fino ad oggi senza snaturarci e pensare magari alle difficoltà che il campo potrà recarci perché ce ne recherà non essendo adatto alle caratteristiche di entrambe le squadre. Questo cambia poco perché alla fine bisognerà magari puntare di più sulla grinta e sulla voglia e alla fine chi ne avrà di più vincerà la partita”.

Sulle due panchine siedono due ottimi allenatori, Cordone e Camorani, che hanno esperienze in carriera anche come calciatori. Quanto conta il tecnico in una finale?

“Camorani l’ho visto e conosciuto come calciatore. Ricordo benissimo quello che ha fatto, probabilmente l’ho comprato anche al fantacalcio. Non lo conosco come allenatore ma posso parlare del nostro allenatore. Mister Cordone ci ha trasformati letteralmente, ci ha reso una squadra capace di mettere in difficoltà chiunque. Ci ha trasmesso una mentalità importante e consapevolezza nei nostri mezzi. Il nostro sicuramente ha contato tanto fino ad ora e conterà tantissimo domenica e in prospettiva futura”.

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