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Studi Universitari: la Germania in Cima alla classifica di gradimento

La Germania è la meta migliore, tra i Paesi europei, per gli studenti universitari che decidono di studiare all’estero. A evidenziarlo è la ricerca pubblicata da Study.eu ( link http://www.study.eu/article/the-study-eu-country-ranking-2017-for-international-students) che ha messo a confronto i sistemi universitari di 30 Stati europei in base a parametri specifici quali: educazione, costi e possibilità di vita e di carriera per i discenti. Ad aggiudicarsi il gradino più alto del podio con 83,2 punti, dove il massimo è 100, la Alemanna patria della inossidabile e ferrea Angela Merkel, seguita dal Regno di sua maestà Britannica Elisabetta II° 69,8 punti, la terra dei tulipani, dei mulini a vento e di Van Gogoh 66,1, la Francia, sotto continui attacchi da parte degli esponenti dell’ISIS che domenica andrà alle urne per scegliere il nuovo inquilino dell’Eliseo con 63,8 e la civilissima Svezia di Carlo Gustavo con 60,6.

Buone notizie anche per l’Italia che si pone all’ottavo posto con 57,4 punti. Il tutto sulla base non solo della comparazione tra le università degli Stati europei ma di specifici bisogni che gli studenti intenzionati a studiare all’estero solitamente ricercano: alta qualità degli insegnamenti, accessibilità e convenienza economica. In particolare, dal punto di vista dell’educazione, la Germania ha raggiunto un punteggio superiore grazie all’ottima offerta formativa che in questi casi fa la differenza.

Spostandosi verso destra della carta geografica anche se è la sinistra a dominare dal punto di vista ideologico, l’ex madre Russia che ha ottenuto un ottimo risultato nel campo educativo, ponendosi al quarto posto, subito dopo l’Olanda e prima dell’Italia. Per quanto riguarda i costi e le rette universitarie più basse il primato spetta a tre Stati un tempo appartenenti al blocco sovietico Ungheria, Polonia patria dell’indimenticato Giovanni Paolo II° e la Serbia da cui partì il focolaio per la prima guerra mondiale. Decisamente più onerosa invece è la Britannia felix, nonostante l’alto numero di programmi di studio, tant’è che è il Paese dove le rette di studio sono care, mentre Germania e Francia, pur non essendo tra le più economiche, si classificano tra le prime dieci, rispettivamente all’ottavo e decimo posto.

Dal punto di vista della vivibilità è ancora il Regno di Elisabetta II, lo Stato europeo dove gli studenti trovano le migliori condizioni e dove ci sono più possibilità di carriera, seguono la Norvegia, l’Islanda, l’Irlanda e l’Olanda. Classifica che ha tenuto conto degli importanti cambiamenti politici in Europa e nel mondo che hanno condizionato l’istruzione superiore globale. Tra questi l’elezione del contestatissimo Donald Trump, che contribuisce a rendere più attrattive le università europee rispetto a quelle americane, e la Brexit, i cui effetti e conseguenze non sono ancora prevedibili, anche se le prime avvisaglie sicuramente ci saranno all’indomani delle elezioni dell’otto giugno come annunciato dal nuovo primo ministro Teresa May che, tuttavia ha rassicurato gli ex alleati che gli scossoni non saranno nocivi a quello che è stato costruito con anni di lavoro e di rapporti.

Massimo Dalla Torre

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