Protezione civile: in ballo il futuro di 218 precari

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Le Prefetture di Isernia e Campobasso sono diventate il luogo di discussione delle vertenze lavorative molisane. Il Prefetto di Campobasso Di Menna infatti ha convocato  lunedì 13 gennaio il tavolo tecnico, su indicazione della deputata Laura Venittelli,  per discutere della situazione dei 218 precari della Protezione Civile, che minacciano battaglie legali contro le irregolarità contro la gestione e assunzione del nuovo personale. "Le battaglie politiche - afferma il coordinamento dei precari nella persona del suo rappresentante Giuseppe Colucci  - tra vecchi e nuovi governanti le stiamo pagando noi lavoratori, ma non ci arrendiamo. Mentre mandano a casa noi, vengono stipulati o  prolungato contratti con persone che non hanno partecipato al bando pubblico.

Alla fine dell'anno c'erano situazioni in cui si stava discutendo del nostro problema, invece il 2 gennaio in Agenzia ci hanno detto che dovevamo andare via. Probabilmente sarà la stessa sorte per chi ha il contratto che scade il 15 e il 31 gennaio. Lasciare 210 persone senza lavorro vuol dire bloccare la macchina della ricostruzione". In discussione  la proposta del Consigliere Ciocca di un nuovo concorso per 60 tecnici, proposta che ha fatto scalpore tra i precari, ma che sembra stata essere accantonata. Al  Tavolo Tecnico in Prefettura  presenti il Governatore Frattura, il Consigliere delegato alla ricostruzione Ciocca, i senatori Ruta e Di Giacomo, i parlamentari Venittelli e Leva, oltre al Prefetto Di Menna, il portavoce del comitato precari Colucci, il direttore dell'Agenzia Mastronardi e i rappresentanti di tutte le sigle sindacali. Fernando Mastrogiorgio, Fp Cgil, interviene dicendo: " i tecnici formalmente non sono stati ancora licenziati, ci sono dei contratti che non sono stati rinnovati. Tali figure erano state assunte per completare la ricostruzione, che non è finita, per cui come si fa a licenziarli? Più che un nuovo concorso, come era stato proposto, bisognerebbe monitorare le risorse pubbliche. Al momento ci sono circa 1400 cantieri aperti, liquidare su due piedi tutte queste professionalità significherebbe bloccare il processo di ricostruzione. Quando è stato fatto il concorso si sapeva che era un bando a posti a tempo determinato ma d'altra parte  non si possono bloccare i cantieri all'improvviso. Sui Peu a gestione pubblica, ad esempio,  rispetto alle risorse che servono per la ricostruzione, c'è un ulteriore 20% riservato alla organizzazione dei cantieri, degli uffici, alle opere primarie che i comuni dovrebbero realizzare per poi poter completare definitivamente la ricostruzione, tra i fondi e la sinergia con i sindaci che necessariamente ci deve essere si potrebbe far fronte a questa situazione". Il problema centrale dunque è la  mancanza di fondi, il neo direttore dell'Agenzia Emidio Mastronardi afferma che il budget attuale permetterebbe di prorogare i contratti al massimo per altri 120 giorni, 4 mesi. “ Il Tavolo tecnico – interviene la deputata Laura Venittelli -  è stato chiesto perchè si possa avanzare una richiesta univoca al Governo nazionale per poter avere le risorse e poter proseguire il rapporto di lavoro con queste figure professionali , unità delle quali il Molise non si può privare. Certo se non ci sono le risorse necessarie non c'è la possibilità di proseguire, dobbiamo insistere proprio su questo”.
MDL

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