Vertenza Atm, Filt Cgil: Non è possibile più rispondere nelle regole a chi le regole non le rispetta

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Abbiamo rispettato le regole sindacali, abbiamo ritenuto che il confronto delle parti sociali non potesse essere superato attraverso il ricorso all’Autorità giudiziaria. Oggi possiamo dire che la Regione Molise e l’ATM hanno preferito invece dare ingresso ad istanze che nulla hanno a che vedere con quelle relazioni sindacali, con i principi della democrazia partecipativa per dare ascolto alle logiche mediatiche che spesso corrispondono alle ragioni di pochi. Ed ecco che con buona pace di tutti, senza cercare di capire cosa sia davvero successo, ATM, in ossequio a quanto richiesto, provvede al pagamento delle mensilità di ottobre e novembre 2015 ai suoi dipendenti, a quegli stessi dipendenti che prima ancora rivendicano il pagamento delle mensilità di luglio e settembre 2015.
Cosa sia successo non è dato comprendere, forse solo intuire, ma sta di fatto che questa Organizzazione sindacale nulla può riferire se non quello che apprende dai giornali, dal momento che il “nostro” Presidente regionale e l’Azienda non ci hanno mai convocato né ci hanno mai comunicato alcunché. Ora però basta! Non è possibile più rispondere nelle regole a chi le regole evidentemente non le rispetta. Abbiamo sempre pensato, e non cambiamo idea oggi, che ricorrere all’Autorità giudiziaria è una scelta che non ci convince perché deprime il nostro ruolo sociale. A questo punto dobbiamo credere che c’è qualcosa che non conosciamo, ci sono dinamiche evidentemente alterate ma ignote. Perché? Perché se ATM avesse pagato le prime mensilità arretrate certamente il pagamento della sorte capitale non avrebbe arrecato pregiudizio alcuno ai lavoratori che avevano scelto di agire esecutivamente contro l’azienda. Sarebbe rimasto un problema marginale, risolvibile nelle aule di giustizia con buona pace di tutti e senza creare disparità.
Eppure si è preteso che vi fosse l’assenso della Società a che il pagamento fosse certamente riferibile a mensilità diverse da quelle oggetto di decreto ingiuntivo. Noi vogliamo, pretendiamo spiegazioni e quelle sì le richiederemo in tutte le sedi ma sempre nel rispetto della legalità e della trasparenza.

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