Un vino,un territorio/ Liguria- Pigato Le Russeghine Bruna

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Pietro Colagiovanni*

Il territorio: in tutte le regioni italiane, a differenza ad esempio della Francia, si produce vino. Anche nelle più piccole e con difficoltà orografiche. Ed è questo il caso della Liguria, regione che produce vini realizzati in situazioni complesse, su vigneti arrampicati sulle colline e sulle montagne ma che forniscono vini di grande qualità e di grande personalità.

Oggi siamo in provincia di Imperia nel piccolo centro di Ranzo, poco più di 500 abitanti. Qui ha sede un’azienda, Bruna che ha fatto della riscoperta del vitigno autoctono Pigato la propria ragione di vita. Abitato sin dall’antichità, il comune di Ranzo conobbe un periodo tumultuoso dopo la caduta dell’Impero romano, con invasioni barbariche, un periodo longobardo ed uno franco.

Dopo ulteriori vicissitudini feudali ranzo nel 1393 e sino all’invasione napoleonica di fine XVIII secolo entrò a far parte della Repubblica di Genova. Successivamente parte del regno di Sardegna nel borgo, caratteristico per i suoi scorci collinari, si possono visitare la Chiesa Parrocchiale di San Donato d’Arezzo, di epoca barocca, la Chiesa di San Pantaleo con un pollittico del pittore Giorgio Guido da Ranzo, originario proprio del posto e i resti del castello eretto dai marchesi di Clavesana.

Il vitigno: Le Russeghine della cantina Bruna è realizzato al 100% con il vitigno autoctono ligure Pigato. Vitigno a bacca bianca di origine greca fu importato in Liguria da una colonia genovese nell’Egeo. Produce vini con tipici sentori di frutta a polpa gialla e note persistenti di macchia mediterranea che non gradiscono invecchiamenti eccessivi.

Il vino: la cantina di Riccardo Bruna è un punto di riferimento per la riscoperta e la produzione del Pigato. Nata nel 1970 ha puntato tutto sulla riscoperta di quest’uva tradizionalmente coltivato nei vigneti di famiglia. Le Russeghine 2019 esprime al meglio la filosofia della cantina. Le uve sono selezionate da una singola parcella di terreno (Le Russeghine appunto), da vigneti vecchi di 30 anni ad un’altitudine tra i 230 e i 260 metri sul livello del mare.

Dopo una pressatura soffice il mosto fermenta in acciaio e prima dell’imbottigliamento il vino riposa sei mesi sempre in acciaio. Il prodotto lo si può definire un classico, un punto di riferimento per chi ama questo bianco profumato e gentile. Dal colore giallo paglierino brillante esprime profumi ampi di frutta bianca e agrumata,di erbe officinali cui aggiunge una nota minerale riproducendo in questo modo perfettamente gli odori e le sensazioni delle colline dove l’uva viene coltivata.

Al sorso replica con eleganza e nonchalance il proprio bouquet di profumi e regala sensazioni piacevoli, eleganti. Un vino dalla grandissima personalità capace di raccontare, come un vecchio amico che non vedi da tempo, la sua storia, le sue esperienze, le sue radici. Con una buona struttura alcolica (13,5% la gradazione) si abbina con primi e secondi di pesce, con torte rustiche e salate, con preparazioni a base di uova.

Valutazione: 4,5/5

Prezzo medio: 17 euro

Rapporto qualità/prezzo: favorevole

* fondatore e amministratore del gruppo Terminus, giornalista, sommellier Ais

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