Sospensione finanziamento dell’Autostrada. Cgil: non occorre stravolgere il sistema viario ma solo adeguarlo

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Apprendiamo della sospensione del finanziamento del progetto, che segue di una decina di giorni, il mancato pronunciamento del Consiglio Regionale sulla spinosa questione della realizzazione dell’Autostrada Termoli-S. Vittore. In effetti ci sentiamo di esplicitare tutte le nostre perplessità sulla realizzazione dell’opera e sui brevi tempi da dedicare all’approvazione di questo impegnativo progetto. Riteniamo che una vicenda di tale portata e così controversa abbia necessità di approfondito confronto non limitato ai pur autorevoli  componenti del Consiglio Regionale, ma sottoposto ad una platea più estesa con una rinnovata apertura su questo specifico tema. Dibattito ampliato, nel quale possano avere spazio le opinioni, auspichiamo non parziali, di Parti Sociali ed Enti Locali che rappresentano l’insieme  dei Soggetti interessati, che su questo tema, se non in occasioni informali e mai in momenti di confronto istituzionale, sono stati chiamati ad offrire il loro contributo al grande dubbio periodicamente posto: autostrada, che fare?
Qualche mese fa, avevamo espresso, attraverso una nota inviata alla stampa, la nostra idea sul progetto di cui si discute, lo avevamo fatto anche in un convegno organizzato sempre dalla CGIL ad Isernia, quando avevamo appunto sollecitato una riflessione  sia sulla fattibilità dell’opera, sia sulla opportunità della realizzazione della stessa; aspetti che avrebbero dovuto essere serenamente  valutati solo in conseguenza di un progetto organico di sviluppo economico e sociale e di  programmazione sul modello di sviluppo da perseguire e  sulla sua sostenibilità.
Partivamo dal presupposto che la mancanza di grandi opere infrastrutturali nella nostra Regione, che sino ad oggi hanno rappresentato un limite alla possibilità di crescita, potrebbero ora rivelarsi quali potenzialità precipue del territorio se si avrà la capacità di adeguare un programma di crescita alle caratteristiche di incontaminazione  paesaggistica dell’intera area regionale.
Ecco come, in questa prospettiva, lo scempio conseguente alla realizzazione di quest’ opera da creare con 121 viadotti e 35 svincoli, quindi fortemente invasiva dal punto di vista paesaggistico ed ambientale, andrebbe a compromettere ogni possibilità di  sviluppo alternativo. Una idea di sviluppo alternativo che, invece, riconoscerebbe al settore primario  solo  quella complementarietà che la grave crisi  ha, purtroppo, svelato, annullando de facto, l’utilità di un intervento così deciso nel sistema viario regionale. Poi potremmo anche discutere di come un’idea di sviluppo alternativo, eco-sostenibile, possa essere in grado di ricollocare l’attuale eccesso di manodopera generata dalla crisi economica e dunque industriale e manufatturiera.
Un’altra perplessità sulla realizzazione dell’Autostrada del Molise è data dalla considerazione che questo proposito contrasta  tutti i tentativi di riequilibrio del sistema trasporti nazionale, che vede l’utilizzo del mezzo privato surclassare il mezzo di trasporto collettivo per quel che riguarda il traffico viaggiatori ed un sistema di traffico merci che vede solo il 9% realizzato attraverso l’uso delle strade ferrate, un esiguo 1% per le vie di navigazione ed il 90% su gomma. Solo quest’ ultimo dato ci induce a parlare di opera antieconomica anche per i costi diretti ed indiretti propri del traffico commerciale su gomma: elevata incidentalità, inquinamento ambientale, perdita di opportunità occupazionali .
Riteniamo invece che intanto, non occorra stravolgere il sistema viario attualmente presente in Regione, ma solo adeguarlo ai fini della sicurezza, della capacità e della velocità commerciale. Quanto sia opportuno dedicarsi alla viabilità ordinaria lo deduciamo anche dalla infinita polemica sul ponte del Callora (nel territorio di Boiano), il cui rifacimento ha reso evidente la vulnerabilità dell’opera e la urgente necessità di porvi rimedio. Oltreché naturalmente potenziare il sistema ferroviario regionale e dotarlo di opere infrastrutturali accessorie quali la elettrificazione, ed adeguamenti all’infrastruttura esistente in grado di assorbire le funzioni e le finalità previste dal progetto autostradale che da quanto ci è dato sapere sarebbe realizzata in fasi successive, immaginando tempi biblici ed inevitabili e probabilmente insopportabili lievitazioni dei costi che renderebbero irrealizzabile il completamento dell’opera stessa. Inoltre, l’utilizzo di questa grande opera da parte dell’utenza, inteso solo come la possibilità di attraversare più velocemente il Molise, aumenta e non diminuisce il rischio di isolamento dei  centri urbani non più toccati dal traffico veicolare che avrà quale inevitabile conseguenza l’indebolimento di tutte le attività commerciali allocate sugli attuali assi viari e cali occupazionali.
La necessità di sintesi, ci induce a limitare le nostre argomentazioni a quanto sinora esposto, auspichiamo, tuttavia, come detto, un più ampio confronto. L’assessore Nagni non ha mai rifiutato il dialogo, abbiamo ragione di credere che anche questa volta non si sottrarrà al confronto.

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