Poleggi: al film “Il giovane Pertini” sia assegnato il David di Donatello

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Riceviamo e pubblichiamo

Questo mio appunto meraviglierà per questo film celebrativo, selezionato dalla Camera dei Deputati per l’anniversario della nascita di Sandro Pertini, il 25 settembre, perché voglio dare un tributo al prodotto artistico, ad un film di notevole livello .
Loreto TIZZANI, Presidente dell’ANPI Molise, mi ha chiesto di rappresentare la nostra associazione il 9 ottobre, al Teatro Savoia di Campobasso, all’anteprima nazionale (il film sarà in circuito distribuito da Genoma Film) de “Il giovane Pertini”, voluto dal Centro Studi Pertini, Fondazione Gramsci, Fondazione Saragat, Fondazione Turati, Circolo Fratelli Rosselli.
Mentre andavo non senza emozione pensando a Sandro negli incontri al Partito, brusco e diretto, ai congressi del Partito Socialista dive scaldava i cuori a noi più giovani con gl’interventi infiammati e compiangevo i giovani di oggi perché non sono mai stati, e forse non lo saranno, a un congresso di un grande partito storico che era occasione di formazione unica ( niente di paragonabile alle Kermesse di oggi (ma che sono ?) perché non ci sono i grandi leader, per ogni parte politica, che rappresentavano e sviluppavano analisi delle grandi correnti di pensiero della società, il meglio della elaborazione culturale e dell’analisi politica, sociale. Così andavo ricordando quelle grandi occasioni dove cui partecipavamo per rafforzare la nostra passione politica, civile, culturale. E noi socialisti ascoltavamo gl’ interventi che scuotevano di Pertini, le sapienti analisi politiche e sociali di Ciccio De Martino, il disegno degli scenari economici e internazionali di Riccardo Lombardi, l’appassionato e lucido meridionalismo di Giacomo Mancini che c’indicava la via del riscatto, il disegno della strada politica di Nenni.
Sono andato così cogitabondo, un poco rattristato per un bene perduto, rammaricato perché i giovani di oggi non lo conosceranno forse mai, attendendomi un film celebrativo, dei tanti che abbiamo conosciuto, preziosi sempre, documenti storici che parlano a chi ha vissuto quei tempi, a chi ama la Storia, ma poco ai giovani.
Il Film mi ha sorpreso e preso, condotto da Giambattista Assanti con maestria, rappresentando con essenzialità il giovane Pertini prigioniero, oppresso e colpito ma sempre fiero, nella sua dignità anche nella sofferenza, combattente nello spirito. Attraverso la corrispondenza di Pertini con la madre viene ricostruita
la sofferta vicenda umana rappresentando un dolore intenso ma senza nessun seppur lontano segno di melò, neanche quando Pertini dirà addio all’amatissimo fidanzata Matilde per seguire la sua strada. Tutto è affidato dal regista alle riprese dei volti dei bravissimi attori (Dominique Sanda, Gabriele Greco, Massimo Dapporto, i nostri Maria Luisa Forte e Umberto Anzini) che con grande intensità rappresentano i sentimenti forti e dolorosi che attraversano gli animi dei personaggi. Così i cruenti eventi storici dell’epoca vengono rappresentati con riferimenti, attraverso episodi di persone coinvolte, in maniera non ideologica e non didascalica. L’obiettivo penso sia stato raggiunto e rappresentato sinteticamente dalla dichiarazione resa da una studentessa all’uscita dalla sala: “è emozionante”, così dico anche’ io , mi ha emozionato.
Questo film è per tutti ma in particolare per i giovani, emozione è condivisione, comprensione, educazione sentimentale nel mare di messaggi “usa e getta” che generano abitudine, distrazione, indifferenza. Spero proprio che tante scuole richiedano questo film e lo proiettino e che ottenga il David di Donatello cui concorre non perché è un film su Pertini ma perché è opera d’arte.
Filippo Poleggi

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