Liberaluna Onlus/Donne vittime di violenza: tutte meritiamo la possibilità di ricominciare

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In questo articolo la protagonista, in anonimato, ha voluto  raccontare la sua esperienza e tutta l’equipe del Centro Antiviolenza Liberaluna, la ringrazia per il suo importante contributo.


Sono arrivata in Molise con una valigia colma di vestiti e il cuore pieno di graffi. Ero mano nella mano con mia figlia, non capivo bene cosa stesse accadendo, o meglio: pensavo di essere in un film, e che quanto successo pochi mesi prima fosse solo un brutto sogno.

Ho già scritto questo articolo tre volte, non è facile mettersi davanti al computer, è come se diventasse uno specchio. Riflette tutto quello che è capitato e che sto cercando di dimenticare per andare avanti, per andare oltre.

Ma ora facciamo un passo indietro.

Due anni fa avevo deciso di cambiare definitivamente la mia situazione lavorativa. Così, ad un evento, conobbi Maria Grazia La Selva, presidentessa dell’associazione Liberaluna onlus che gestisce il Centro Antiviolenza Liberaluna.

A volte succedono cose che non puoi prevedere, situazioni che forse potresti anticipare ma dalle quali non sai come uscire. Così, due anni dopo la sua conoscenza, sono stata accolta dall’associazione in quanto vittima di violenza. Questo termine è difficile da portare addosso, a volte l’ho sentito come un marchio, un’etichetta .

Parlo in prima persona, ma penso altre donne potrebbero confermare: dopo gli episodi di violenza ci si sente sole, confuse, emarginate. Anche se ero io ad aver subito violenza, mi sentivo colpevole perché mi chiedevo come avessi potuto permettere che fosse capitato proprio a me.

Poi ho compreso che non devo prendermi colpe che non sono mie.

Non voglio entrare nel merito di quello che accadde il 25 Aprile 2020. Per molti è giorno di festa, per me fu una giornata molto dolorosa, che finì con una corsa in ospedale e dieci giorni di prognosi.

Tuttavia quello su cui voglio porre l’accento è la fortuna che ho avuto, sì perché anche nei momenti più bui si possono incontrare persone buone che ti aiutano quando ne hai bisogno, e per me così è stato.


Avendo conosciuto l’associazione Liberaluna due anni or sono, ho potuto contattare Maria Grazia e spiegarle il mio caso e soprattutto le mie paure riguardo al mio futuro.
Mi sentivo persa, avevo timore per me e mia figlia e mi chiedevo se mi sarei sentita ancora felice.

Non mi era mai capitato di poter parlare con qualcuno che opera nel sociale e sentirmi così accolta, capita, rispettata, ma anche guidata a fare le scelte migliori.
Ricordo la nostra prima telefonata, io ero frastornata e non capivo neanche cosa stesse accadendo. Ma di una cosa ero certa: non mi sentivo giudicata, analizzata, sopraffatta o forzata nel prendere delle decisioni
.

La conferma di aver trovato un’associazione che opera veramente in aiuto delle donne l’ho avuta quando mi sono recata da loro.

Come dicevo all’inizio dell’articolo, sono arrivata in Molise con l’umore a pezzi, la mente poco lucida e i pensieri confusi. Ma in questa piccola regione dal cuore grande ho potuto raccogliere i cocci di un amore infranto e unirli per iniziare ad amare me stessa, cosa che non avevo mai fatto davvero.

Nessuno mai mi aveva fatto comprendere così a fondo il mio valore di persona, ponendo luce sulle mie qualità e le mie risorse, in modo da permettermi di sfruttarle per costruire la mia vita ripartendo proprio da un punto in cui pensavo tutto fosse finito.
Solo grazie al percorso fatto con la presidentessa e la psicologa dell’associazione ho potuto analizzarmi scoprendomi da un punto di vista migliore.

Forse per qualcuno è scontato amarsi e rispettarsi, ma non lo era per me. Io, forse, avevo bisogno di un percorso per capirlo e costruire una relazione positiva con me stessa.

Abbiamo iniziato un progetto che va avanti ancora oggi, anche se sono tornata nella mia città, ma continuo ad essere grata, apprezzare e riconoscere gli sforzi concreti e reali di Liberaluna.

Perché io mi sono davvero sentita aiutata, e vorrei che ogni donna con esperienze simile alla mia potesse ricominciare da zero. Tuttavia per farlo servono strumenti, persone in grado di accogliere le tue paure e restituirle in formato coraggio.
Più che vittima voglio essere libera: di essere me stessa, di diventare il meglio che posso, di essere indipendente e ancora più forte.
Alla fine ho deciso di concentrarmi su quanto di positivo è successo dopo il 25 Aprile. Perché in fondo, in un certo senso, seppure doloroso, è stata una liberazione e una rinascita anche  me.

Auguro a tutte le donne vittime di violenza di poter ricominciare da loro stesse. Nessuno merita quel dolore, ma tutte meritiamo la possibilità di ricominciare.”


Liberaluna

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