Il film della settimana/ “John Wick-Parabellum” di Chad Stahelski (Usa)

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Pietro Colagiovanni *

Film del 2019 è il terzo episodio della saga di John Wick, sicario al servizio di una specie di Mafia interplanetaria (la Gran Tavola). John Wick è sin dal primo film interpretato dal noto attore Keanu Reeves, quello di Matrix per capirci (personalmente lo preferisco in quel gran film cult che è Point Break). Diciamo che forse questo è (quasi) l’unico punto di forza di questo action movie, giocattolone pieno di sparatorie, inseguimenti motoristici e combattimenti di arti marziali.

A differenza della saga di John Bourne , la spia imprendibile interpretata da Matt Damon, e che fa da riferimento anche per la saga di John Wick (ossia l’uomo super che vince contro tutto e contro tutti) tutto si appiattisce e perde spessore. La trama è un mero pretesto per giustificare qualche centinaio di morti.

La plausibilità delle azioni è prossima allo zero. John Wick, tranne quando incontra l’antagonista di pregio (che uccide dopo un lunghissimo combattimento) uccide tutti gli altri con pochi colpi di arma da fuoco. Gli altri, quando possono ucciderlo, non usano mai la pistola ma al limite un coltello o lo invitano ad un combattimento personale, con l’utilizzo di arti marziali,da cui escono puntualmente sconfitti e solitamente morti.

La psicologia dei personaggi, incluso il protagonista è ridotta allo stereotipo, essenzialmente con due connotazioni: il buono e il cattivo. Ci si può chiedere perchè dopo due ore di questa roba il film alla fine intrattiene e si fa vedere (ed incassa 170 milioni di dollari nelle sale di tutto il mondo). Il motivo è semplice: trama, psicologia, plausibilità non c’entrano nulla con John Wick Parabellum. Il film è un grande, affascinante, ben realizzato (oltre a Reeves ci sono fior di attori, tra cui Halle Berry) videogioco.

Un videogioco in cui vieni immerso e che ti prende, al quale partecipi. Non hai la consolle ma forse è anche meglio, c’è il regista che gioca per te. E alla fine, benchè ogni volta sei lì lì per perdere, sei lì lì per vedere la scritta “game over” alla fine vinci, trionfi. E, in un videogioco, questa è l’unica cosa che davvero conta.

Voto 2,5/5

*imprenditore, comunicatore, fondatore del gruppo Terminus

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