Giuditta Lembo: le affermazioni diffamatorie nei miei confronti hanno matrice politica e non giuridica

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Respingo ai mittenti le affermazioni  anche diffamatorie  nei miei confronti – afferma in una nota di replica  la  Consigliera di Parità della Regione Molise Giuditta Lembo – inviate  ai media locali dalla sig.ra Angela Crolla e dall’avv. Massimo Romano con toni perentori e alla stregua di depositari della verità. Le insinuazioni che si sono compiaciuti di diffondere hanno una matrice politica e non giuridica. Invece la questione da me sollevata davanti al TAR Molise è una questione di diritto elementare di ogni cittadino chiamato  a far parte di un organismo collegiale al quale viene precluso l’esercizio del proprio diritto di voto perché non convocato per partecipare ad una riunione in cui peraltro nella circostanza si procedeva alla elezione della Presidente nella persona della sig.ra Crolla e di due vice-presidenti in assenza di alcuna convocazione della sottoscritta. Quindi, mi sono limitata  a ricorrere al Giudice amministrativo– continua la Lembo –  affinchè venissero ripristinate le procedure corrette così come previste nella legge istitutiva della Commissione pari opportunità ( legge regionale n.23/2000 ) e dall’esplicativo regolamento interno alla Commissione che indicano la Consigliera di Parità quale membro di diritto della in questione Commissione. Aggiungo – prosegue la Consigliera- che ancora più grave è il comportamento della sig.ra Crolla  che, a fronte di una palese e conclamata illegittimità della sua nomina, si sia rifiutata di procedere ad una nuova convocazione della Commissione costringendomi così ad adire al giudice amministrativo. Inoltre è paradossale che tale azione discriminatoria sia stata posta in essere proprio nei confronti di una figura istituzionale, qual è la Consigliera di Parità, che in qualità di pubblico ufficiale ha l’obbligo di segnalazione all’autorità giudiziaria dei reati di cui viene a conoscenza per ragione del proprio ufficio alfine di rimuovere ogni forma di  discriminazione( vd. art.13 comma 2 codice pari opportunità). Ribadisco la mia soddisfazione nei confronti della decisione del Tar Molise che ha riconosciuto la fondatezza del mio ricorso-conclude la Lembo- visto che non mi è stato mai motivato il perchè quella riunione non si sia potuta annullare e riconvocare.

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