Giornata della Memoria e ricostruzione, intervento di Micaela Fanelli

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Sono trascorsi 18 anni da quel terribile giorno che segnò per sempre un solco profondo nella storia del Molise.  Il 31 ottobre nel cuore di ogni molisano si riaccende il dolore e lo sconcerto per una ferita mai rimarginata che ha sconvolto la vita di tutti noi. Un giorno che non dovrà mai restare orfano di Memoria. E non parlo di una ricorrenza nella quale possa trovare spazio la retorica. Mi riferisco, invece, a una commemorazione che, oltre a unirci nel ricordo e nella preghiera per i 27 angeli e la loro maestra le cui vite furono spezzate sotto le macerie della scuola di San Giuliano di Puglia, sappia per tutti noi tramutarsi in sprono per fare sempre di più e meglio per garantire la sicurezza.
Quante volte, negli ultimi mesi, abbiamo pronunciato questa parola? Tante. Decisamente troppe. Questa dolorosa ricorrenza, celebrata quest’anno nel pieno di una seconda ondata della pandemia, fa più male del solito. Aggiunge dolore al dolore e ci ricorda che troppe volte il nostro impegno per proteggere gli altri non è bastato. Non è bastato quando le immagini delle macerie della scuola Jovine hanno distrutto per sempre i sogni, le speranze e il futuro di un’intera comunità. Quando quelle stesse macerie hanno spezzato la vita di intere famiglie che, alle 11,32 di quel terribile giorno, hanno perso per sempre i loro affetti più cari.

Un ricordo, quello che oggi celebriamo in quest’anno così doloroso, che chiama ognuno di noi a fare la propria parte. A fare di più in termini di sicurezza nelle scuole. Un concetto quest’ultimo a cui, proprio in questo anno così difficile, abbiamo dovuto imparare ad attribuire un nuovo significato collegandolo a un virus invisibile e pericoloso come il Covid. Un nuovo senso riferito alla sicurezza a cui dover guardare con uno sguardo più ampio e che oggi ci chiede di fare tutto il possibile affinché questo nemico insidioso possa non arrivare tra i banchi. 

In questo senso, anche la prevenzione acquisisce una nuova declinazione che, ormai sappiamo bene, deve necessariamente essere accompagnata alla rapidità di azione nel caso di blocchi causati dai contagi. Al pari dell’edilizia scolastica, anche questo nuovo significato della parola sicurezza, chiama amministratori e istituzioni a farsi garanti e induce ogni singolo cittadino a restare vigile ed essere sentinella. 

Come noi molisani abbiamo avuto modo di imparare a nostre spese, l’impegno in nome della sicurezza è inoltre legato anche a un’altra parola: ricostruzione. Significativa per tutti noi. Un termine, il cui concetto è attualmente amplificato dalle enormi difficoltà a cui il comparto edile si trova a fronteggiare. Problematiche serie alle quali i nuovi provvedimenti a livello nazionale vogliono fare fronte con una duplice finalità: la messa in sicurezza del patrimonio immobiliare italiano e la ripresa del settore.

In questo senso, degno di nota il lavoro del Commissario alla Ricostruzione dei territori colpiti dal sisma 2016, Giovanni Legnini, che ha operato per il rafforzamento dell’Eco e del Sismabonus, così come per le altre importanti misure di sostegno allo sviluppo dell’economia del cratere. Il Decreto Rilancio prevede, infatti, un forte impulso ai cantieri. Ma se a livello nazionale resta saldo l’impegno in questa direzione, non posso non accogliere e farmi portavoce dell’appello che arriva dagli edili del Molise che, a gran voce, chiedono di far rientrare nelle agevolazioni anche il terremoto di San Giuliano di Puglia del 2002 e quello dell’agosto 2018.

La legge di conversione del decreto Agosto ha, infatti, innalzato del 50% i tetti delle spese ammissibili per Eco e Sismabonus nelle aree del Centro Italia e, quindi, per i territori colpiti dagli eventi sismici del 2016, 2017 e del 2009, in alternativa al contributo per la ricostruzione. Lo stesso accade per il cosiddetto Superbonus o detrazione potenziata al 110% del Decreto Rilancio, valida per i centri colpiti dagli eventi sismici a far data dal 24 agosto 2016.

Raccogliendo le istanze provenienti dal Molise e da un settore che nella nostra regione è, ormai da tempo allo stremo, intendo farmi portavoce della richiesta già avanzata da alcune associazioni di categoria come l’Acem–Ance ma sulla quale, da diversi fronti c’è già una condivisione di intenti che arriva anche dai cittadini che potrebbero usufruire delle agevolazioni.

La mia richiesta sarà, quindi, finalizzata a far sì che le nuove disposizioni possano ricomprendere anche i terremoti che hanno riguardato la nostra regione. Quello del 2018 e quello del 2002 che, purtroppo, lo richiede perché molto è ancora fermo. Come se il sisma non fosse avvenuto ben 18 anni. E credo che anche questo ‘serva’ in una giornata di commemorazione come questa. Perché, proprio dinanzi a quelle immagini che oggi ci feriscono come allora, resta compito della Memoria dover indirizzare le nostre azioni, Presenti e future.

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