Consiglio regionale: approvata all’unanimità la proprosta di istituire la Banca della Terra del Molise

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E’ tornato a riunirsi nella giornata di ieri 21 ottobre 2014, il Consiglio Regionale del Molise a seguito dell’aggiornamento disposto dal Presidente Vincenzo Niro al termine della seduta dello scorso 14 ottobre, per proseguire l’esame  dell’ordine del giorno contenente gli argomenti non deliberati . Dopo le consuete comunicazioni del Presidente Niro, l’assemblea si è occupata della proposta di legge n.63, di iniziativa dei consiglieri Manzo e Federico, concernente le “Norme per l’utilizzo delle terre incolte, abbandonate o insufficientemente incolte e istituzione della Banca della Terra del Molise con titolo modificato in ^Istituzione della Banca della Terra del Molise^”. Il provvedimento, licenziato con parere unanime dalla competente commissione,  è stato illustrato in aula dal relatore, consigliere Nico Ioffredi.
“Negli ultimi decenni in Molise – ha iniziato il consigliere di Sel – abbiamo assistito al fenomeno, tristemente inarrestabile, del depauperamento demografico, da più parti denunciato con forza come allarmante. In cerca di lavoro, migliaia di persone, soprattutto giovani, hanno deciso di abbandonare la nostra terra per costruire il proprio futuro altrove. In particolare, a lasciarsi dietro le spalle una prospettiva di stenti sono state molte famiglie contadine intrappolate in una attività scarsamente redditizia quale l’agricoltura. La più evidente ricaduta di uno spopolamento così massiccio, in una regione a vocazione marcatamente agricola, è stata innanzitutto la rovina idrogeologica di enormi appezzamenti di terreno eppoi la drastica flessione del numero degli imprenditori agricoli che ha annientato l’offerta di filiera corta. La crisi economica ha infine dato il colpo di grazia. Ma un dato positivo c’è. Molti giovani, e non solo, stanno maturando l’idea di tornare a coltivare la terra. Quale dunque la soluzione? Sostenere il ruolo di presidio delle aziende agricole. La proposta di legge in parola istituisce la Banca della Terra del Molise che si propone, per l’appunto, il contrasto all’abbandono del territorio e delle produzioni da parte dei soci delle cooperative che si potrebbero costituire…La Banca della Terra conterrà un inventario completo e aggiornato dell’offerta dei terreni e delle aziende agricole di proprietà pubblica e privata disponibili per operazioni di affitto o di concessione. I terreni saranno destinati esclusivamente alla coltivazione diretta degli stessi o alla creazione di fattorie sociali. In particolare – ha concluso Ioffredi – la concessione dei terreni sarà finalizzata ad incentivare la coltivazione di prodotti autoctoni molisani nonché lo sviluppo della filiera agricola locale. Attore principale della gestione del patrimonio bancario sarà l’Arsiam che provvederà al rilascio delle autorizzazioni e concessioni di beni di sua proprietà o di beni affidati in gestione con convenzione da Enti e soggetti inseriti nella Banca della Terra. Infine l’Università del Molise, in sinergia con l’Agenzia, avrà la possibilità di gestire direttamente alcune superfici per fini di sperimentazione”.
La consigliera Manzo, presentatrice della proposta di legge ha aggiunto ulteriori tasselli: “la proposta di legge – ha iniziato – prende spunto da una vecchia legge del 1978, promulgata dall’allora presidente della Repubblica, Pertini, per contrastare l’inarrestabile abbandono delle campagne. Ma nella Banca della Terra, oltre alle terre incolte, abbiamo voluto inserire una sezione dedicata ai privati che spontaneamente, dietro una opportuna pubblicità, mettono a disposizione la loro proprietà, nonché tutte le terre della Regione Molise, dell’Arsiam o di altri enti pubblici….. Obiettivo della proposta è quello di porre le basi per un piano di sviluppo, di incentivi e di recupero dei terreni abbandonati promuovendo la formazione di cooperative –con particolare riguardo ai giovani che si avvicinano all’agricoltura – ma anche quello di incentivare la coltivazione dei prodotti autoctoni molisani e favorire un ricambio generazionale nel settore agricolo, la protezione dell’ambiente, la tutela del paesaggio e della biodiversità….L’attuale proposta di legge in questo momento- ha chiuso la Manzo –  risulta particolarmente opportuna in quanto, su iniziativa dell’assessorato alle Politiche agricole, la Regione Molise ha avviato un analogo processo di catalogazione dei terreni dell’intero territorio che vedrebbe, nella istituzione della Banca della Terra Molisana, una immediata applicazione”
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Sulla proposta di legge, che prevede che la destinazione dei terreni presenti nella Banca siano destinati esclusivamente alla coltivazione diretta degli stessi o alla creazione di fattorie sociali e che le richieste di assegnazione vadano corredate da un piano di sviluppo che preveda una estensione minima in grado di raggiungere un livello minimo di redditività determinato dai piani regionali di sviluppo rurale, hanno preso la parola anche i consiglieri Fusco Perrella “sono grata alla Manzo per la presentazione della proposta che è importante per assegnare le terre incolte e abbandonate. Una proposta che ha anticipato i tempi rispetto a una proposta già presente nel cassetto dell’Assessorato all’Agricoltura, ma non discussa per via della interruzione della legislatura”,
Lattanzio “con questo intervento esprimo apprezzamento per la proposta che apre nuove soluzioni in favore della tutela del nostro territorio e dei cittadini che vorranno aderirvi operosamente e nella osservanza dei dettami in esso racchiusi”, Parpiglia “ annuncio il voto favorevole per un importante provvedimento che permetterà grazie all’Arsiam di avere una mappatura dei terreni incolti o dimessi da assegnare, gratuitamente, a quanti vorranno coltivarli”, l’assessore Petraroia “è un modo intelligente per valorizzare il nostro territorio. E’ una opportunità per i giovani che magari vogliono costituirsi in cooperativa. L’iniziativa è anche  una risposta di carattere strutturale e rappresenta una occasione per la nostra Regione”.
Dopo le dichiarazioni di voto favorevole dei consiglieri Fusco Perrella, Manzo e un breve intervento  dell’assessore Facciolla “sul tema del ricambio generazionale abbiamo fatto un grande investimento. Devo sottolineare, prima di ogni altra cosa, che in effetti l’Arsiam ha già provveduto nei mesi passati, quindi prima ancora della istituzione della Banca della Terra a mappare i propri terreni e i terreni in generale di proprietà della Regione. E ora sono tutti mappati, palmo per palmo.La legge ha degli obiettivi che sono meritori, che si sposano perfettamente con quanto noi abbiamo scritto nel nuovo piano di sviluppo rurale”, l’argomento, esaminati alcuni emendamenti prettamente tecnici, proposti dal relatore, posto ai voti dal presidente Niro, ha ottenuto l’UNANIMITA’.
A questo punto il Consiglio è stato sospeso per consentire ai capigruppo di ricevere una delegazione di lavoratori dello Zuccherificio, unitamente ai rappresentati sindacali, che avevano sollecitato l’incontro al fine di conoscere il futuro dello stabilimento termolese a conclusione della stagione bieticola 2014 e l’imminente ricorso alla richiesta di cassa integrazione. Il Presidente della Giunta, Frattura, ha chiesto un po’ di giorni per verificare il da farsi, unitamente al Consiglio Regionale. “Occorre pensare – ha detto – ad una riconversione dell’azienda, che necessita individuare. Il nostro intendimento, chiaramente., va in direzione del mantenimento dei livelli occupazionali”.
Al ritorno in aula, poco dopo le 13,30, c’è stato solo il tempo per iscrivere un ordine del giorno del Movimento cinque stelle sul decreto “sblocca Italia” che sarà discusso nella prossima riunione. Dopodichè il Presidente Niro ha dato appuntamento al pomeriggio alle ore 15,30.
Alla ripresa pomeridiana, in avvio, il Governatore Paolo Frattura, ha chiesto ed ottenuto la parola per formulare una richiesta di rinvio “per approfondimento” della proposta di legge n.46, primo punto in agenda, riguardante la “Istituzione dell’Ente Regionale per l’Edilizia Sociale” il cui esame parziale c’è stato nella seduta del 23 settembre scorso. Il rinvio è stato votato alla UNANIMITA’.
Si è proceduto con una mozione del consigliere Monaco relativa alla situazione dell’ospedale San Timoteo di Termoli, risalente al 13 dicembre 2013. “Da allora – ha detto Monaco – sono successe tante cose. Volevo chiedere soltanto se vogliamo prendere in considerazione quello che sta accadendo al nosocomio termolese. A livello sanitario volevo capire se c’è la possibilità di aprire un tavolo, di capire che cosa può succedere a Termoli con gli operatori, con le associazioni , infermieri etc.. Capire dove andremo a parare nel Basso Molise a livello sanitario”.
Gli ha risposto il Governatore Frattura: “Ricordo a me stesso e a tutto il Consiglio che ci eravamo lasciati con la idea di una ridefinizione, a monte dei piani operativi, di una legge regionale cher risolvesse una serie di problemi che continuano ad essere oggetto e riferimento del Tar e,poi del Consiglio di Stato. Allora chiederei al Presidente della Commissione di riprendere il tema di Riforma di quella legge regionale, tenendo presente che tutti gli assetti regionali vanno visti in considerazione del nuovo patto per la salute e, soprattutto, dei nuovi parametri per l’offerta ospedaliera approvati, direttamente, dal Governo dopo la condivisione con la Conferenza delle Regioni. Oggi diventa – ha detto Frattura – una semplice e banale applicazione di parametri attribuiti per numero di abitanti, per cui sappiamo, per ogni clinica, per ogni specialistica, per ogni unità operativa, semplice o complessa, in funzione del numero degli abitanti, qual è l’offerta massima, con una differenziabilità pari al 10 per cento. Ritengo che il lavoro da svolgere nella ridefinizione della offerta ospedaliera diventa una mera applicazione dei parametri approvati a valle del patto della salute. E’ chiaro – ha chiuso Frattura –che l’impegno assunto su una riorganizzazione dell’offerta sanitaria del Basso Molise, considerata la idea che si ha nella differenziazione tra strutture per acuti e post acuzie, va da sé che, comunque, impegnerà tutto il Consiglio Regionale a ottimizzare l’offerta ospedaliera, in particolar modo, per quanto riguarda il San Timoteo di Termoli a Termoli, il Cardarelli a Campobasso e il Veneziale a Isernia, al netto di alcune situazioni oggettive che stanno emergendo anche sulla sicurezza statica di alcuni edifici”.
Sulle comunicazioni del Governatore è intervenuto anche l’ex presidente, Iorio  per dichiararsi favorevole alla ripresa dei lavori della quarta Commissione sulla questione della attività legislativa già avviata, anche per riaffermare le ragioni “di questa Regione in materia di riorganizzazione sanitaria che, seppure limitate dalle leggi e dalla situazione e dalla condizione del piano di rientro, comunque, resta l’unica via possibile per esprimere la nostra volontà e farla valere a tutti i tavoli, regionali e nazionali….Ora ci rendiamo conto che il problema della riorganizzazione degli ospedali va affrontato con forza e anche con una nuova visione delle cose, perché credo sia arrivato il momento di dire una parola definitiva sulla organizzazione delle prestazioni ospedaliere….Il Consiglio regionale dovrebbe impegnare la Giunta a richiedere al Presidente del Consiglio dei Ministri una modifica di quei parametri per quanto attiene le Regioni che non raggiungono, da sole, (600mila abitanti) la possibilità di poter offrire una offerta sanitaria completa. La delicatezza  dell’argomento impone una riflessione seria ma rapida e urgente, prima che il Presidente del Consiglio  decida e  deliberi, ma anche dopo, impugnando in tutte le sedi opportune per rivendicare il nostro diritto costituzionale alla salute. Se la Giunta, il Presidente Frattura lo ritengono, potremmo esaurire anche in questa giornata dando mandato al Presidente e alla Giunta di verificare e di sollevare formalmente la questione alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, altrimenti, quando sarà possibile riparlarne in Consiglio Regionale. Ma io ritengo che più tempo passa e più la situazione diventa difficilmente recuperabile”.
La sollecitazione a riprendere il discorso in aula è stata formulata anche dal rappresentante del movimento cinque stelle, Antonio Federico. Intanto il Presidente Frattura ha annunciato un incontro a Roma il giorno 29 ottobre della conferenza delle Regioni sulla problematica, riservandosi di dare comunicazioni al Consiglio Regionale al più presto.
Insomma presto, già dalla prossima riunione prevista per il 5 novembre,si tornerà a parlare dello scottante argomento sanità in aula.
A questo punto il consigliere Monaco ha chiesto il rinvio della mozione, unitamente ad altra sua mozione sui programmi operativi 2013-2015, alla prossima assemblea. Richiesta votata alla UNANIMITA’.
Il Consiglio si è poi occupato di alcune interrogazioni di cui tre a firma dei rappresentanti del Movimento cinque stelle, Federico e Manzo,( per avere informazioni relative agli impegni assunti dalla Regione per la istituzione del fascicolo sanitario regionale; per conoscere quali azioni sono state intraprese dal Presidente Frattura in ordine all’impegno avuto dal Consiglio di verificare la correttezza delle attività di accertamento della tassa automobilistica; e per conoscere lo stato di attuazione del Piano regionale delle attività estrattive) , e una del consigliere Cavaliere (in merito al bando di aiuto a favore dei commercianti al minuto di prodotti ittici). I consiglieri del movimento cinque stelle si sono dichiarati soddisfatti delle risposte fornite dal Presidente Frattura, mentre il consigliere Cavaliere si è dichiarato parzialmente soddisfatto dell’intervento del Governatore sulla sua interrogazione.
Dopo aver dato la parola alla consigliera Lattanzio per “fatto personale” il Presidente Niro ha comunicato all’aula l’appuntamento del giorno 31 ottobre “Giornata della memoria” ed ha aggiornato il Consiglio a mercoledì 5 novembre 2014, alle ore 9,30.

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