Bene per il Codacons Roma l’esperimento che vedrà sorgere il primo quartiere a luci rosse nella capitale

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“Finalmente un primo passo verso la regolamentazione di un settore, quello della prostituzione, che genera un mercato da 3,6 miliardi di euro all’anno in Italia – afferma il Presidente Carlo Rienzi – Da tempo di avvertiva a Roma la necessità di un cambiamento teso a garantire un maggior decoro sulle strade e maggiori controlli su chi esercita tale professione. È indispensabile però che questo esperimento veda coinvolti anche i cittadini e le associazioni che rappresentano i “sex worker”. Per tale motivo chiediamo oggi al sindaco Ignazio Marino di far partecipare al progetto il Codacons e l’Associazione per i diritti civili delle prostitute Lucciole.org, che lo scorso dicembre hanno presentato un apposito disegno di legge per regolamentare la prostituzione e offrire garanzie e tutele a lavoratrici e clienti” – aggiunge Rienzi. Intanto il Codacons snocciola i dati emersi da un apposito studio condotto dall’associazione sul mercato del sesso in Italia:

Oggi il mercato della prostituzione genera un giro d’affari stimato in 3,6 miliardi di euro annui, coinvolgendo in modo attivo circa 90.000 operatori del sesso per un numero di clienti che raggiunge i 3 milioni di cittadini.

Crescita del mercato
Nel periodo 2007-2014 il fatturato della prostituzione è cresciuto del 25,8% (+740 milioni di euro); il numero di soggetti dediti alla prostituzione è aumentato del 28,5% (+20.000); i clienti sono cresciuti del 20% (+500.000 cittadini).

Numeri sul fenomeno
Negli ultimi anni si è assistito ad una progressiva riduzione del numero di prostitute che operano in strada, la cui percentuale rappresenta tuttavia ancora la fetta più consistente, pari al 60% del totale. Da contraltare si registra una forte crescita nel numero di lucciole che decidono di lavorare in casa o altre strutture non all’aperto (40%). Della totalità delle prostitute operanti nel nostro paese, il 10% è minorenne, mentre il 55% è costituito da ragazze straniere, provenienti principalmente dai paesi dell’Europa dell’Est (Romania, Bulgaria, Ucraina) e dall’Africa (Nigeria in testa). Si registra inoltre una fortissima crescita di prostitute cinesi, che svolgono prevalentemente la propria attività al chiuso (case, centri massaggi, ecc.).

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