A Jelsi approvata proposta ANCI su Defiscalizzazione per le aree montane

Nella ultima seduta del Consiglio Comunale di Jelsi, alla fine di aprile, è stata approvata all’unanimità una delibera  sulla “Defiscalizzazione delle aree montane”, raccogliendo così l’appello lanciato dall’Anci Molise.
La delibera nasce dall’esigenza di salvaguardare i piccoli centri montani che compongono la nostra regione e si basa sulla necessità di salvare i “negozi sotto casa”, che, nei piccoli Comuni e nei centri delle aree montane, rappresentano una risorsa sociale, culturale, ed economica. Cosi come in altre Regioni, anche in Molise, quindi, gli amministratori comunali sono in prima linea per difendere le piccole attività commerciali, spesso in difficoltà negli ultimi due decenni per la nascita di supermercati e centri commerciali. Nella delibera approvata si chiede al Consiglio regionale di varare una legge che individui sgravi fiscali e minor carico burocratico per chi possiede un attività, un negozio in un Comune montano, e per chi vuole potenziare una piccola impresa, e per chi apre una partita iva. Si chiede, inoltre, di prevedere opportune “zone franche montane a fiscalità di vantaggio” nella legislazione regionale e anche all’interno dei provvedimenti adottati con la Strategia nazionale Aree interne, per i comuni con meno di 5000 abitanti.
L’idea alla base e che nei comuni montani un negozio è spesso non solo un luogo di acquisto, ma anche e soprattutto un luogo di ritrovo e aggregazione.
Ma lo spirito della proposta è anche quello di spingere in Parlamento per l’adozione della Proposta di Legge sui piccoli Comuni che rivendica maggiori risorse per le aree montane e svantaggiate e istituisce “centri multifunzionali nei quali concentrare la fornitura di una pluralità di servizi, in materia ambientale, sociale, energetica, scolastica, postale, artigianale, turistica, commerciale, di comunicazione e sicurezza, nonché lo svolgimento di attività di volontariato e associazionismo culturale”. In particolare il testo propone misure che favoriscono la diffusione della banda larga, una dotazione dei servizi più razionale ed efficiente, itinerari di mobilità e turismo dolce, la promozione delle produzioni agroalimentari a filiera corta. Per le aree oggi più deboli è previsto uno specifico stanziamento di 100 milioni per il periodo che va dal 2017 al 2023. I nostri quasi 5.700 piccoli comuni non sono un’eredità del passato, ma una straordinaria occasione per difendere la nostra identità, le nostre qualità e proiettarle nel futuro. Queste realtà rappresentano inoltre una risorsa strategica a presidio e tutela del territorio. Sono il luogo in cui si incontrano tradizione, qualità e innovazione, in cui si sperimentano le buone pratiche più innovative in fatto di energia, green economy e riciclo dei rifiuti. Ecco perché questo disegno di legge è un’occasione per tutto il Paese per proporre un’idea di sviluppo che coniuga la cultura e i saperi tradizionali con l’innovazione, la diffusione delle tecnologie della comunicazione e la green economy. L’Italia deve scommettere sui piccoli comuni, sulla forza dei territori e sulle sue bellezze diffuse se vuole essere più coesa e più competitiva.
La delibera è stata proposta in Consiglio dall’Assessore Comunale Michele Mazzocco, insieme a una altra delibera recante la volontà di aderire al Comitato per la Salvaguardia della Corte di Appello di Campobasso, volontà già espressa alcune settimane dalla Giunta Comunale e ribadita con forza dal voto unanime nel consiglio Comunale del 27 Aprile.

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