Veterinari precari, Nola (M5S): Regione e Asrem devono muoversi con la proroga dei contratti

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C’è un problema economico e sanitario che, a mio modo di vedere, Regione e Asrem stanno sottovalutando, mettendo a rischio decine di aziende d’allevamento.


Entro il primo luglio prossimo, bisogna autorizzare la cosiddetta ‘monticazione’, il pascolo degli animali in montagna, ma prima sono necessarie le attività di profilassi previste dal Ministero della Salute anche per far fronte ai focolai di brucellosi registrati in alcune zone del Molise.

Tuttavia, nei giorni scorsi sono scaduti i contratti di diversi veterinari che, per questo motivo, non possono portare a termine le attività diagnostiche propedeutiche al pascolo montano.
Non è un problema di poco conto, perché in caso saltasse la monticazione, ogni azienda del settore rischia di dover pagare gli ultimi cinque anni di rimborsi legati alla PAC, Politica Agricola Comunitaria: parliamo di circa 150.000 euro ad azienda.Sapendo tutto questo, già il 15 maggio scorso, il MoVimento 5 Stelle si è impegnato a migliorare l’atto in discussione in Consiglio regionale che, infatti, all’unanimità ha votato una mozione che impegnava il governatore Donato Toma a risolvere la questione. Ma a distanza di oltre un mese, Regione e Asrem non hanno mosso un dito.


Da settimane sono in contatto con i sindaci dei Comuni maggiormente interessati che, a fine maggio, hanno anche scritto al governatore e ai vertici Asrem per ottenere un incontro sul tema, senza avere alcuna risposta. Ora raccolgo e rilancio la denuncia dei sindaci Felice Ciccone di Macchiagodena, Felice Ianiro di Frosolone, Roberta Ciampittiello di Civitanova del Sannio, Pasquale Colitti di Carpinone e Pino Venditti di Sessano del Molise.


Toma, Florenzano e Scafarto devono attivarsi immediatamente per rinnovare i contratti ai veterinari precari e fornire risposte agli amministratori, ai titolari delle aziende, e deve farlo subito. A quanto pare la Regione non si rende conto che, con il proprio immobilismo, sta mettendo a rischio la sopravvivenza di decine di aziende in un periodo già drammatico. Bisogna muoversi, i giorni passano e il primo luglio si avvicina.

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