PCL : al fianco degli Operatori Sociali , anche in Molise

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Anche nel Molise c’è un comparto di servizi essenziali che non assume la dovuta importanza nel dibattito pubblico, neanche quando si mobilitano come accaduto nel loro SCIOPERO DEL 13 NOVEMBRE SCORSO: è quello degli operatori sociali soprattutto lavoratrici, che assistono persone anziane o disabili, garantiscono servizi di pulizia delle scuole, offrono la propria prestazione presso gli ospedali, le residenze per gli anziani, le case della salute e quant’altro.

Sono tantissime salariate e salariati che vivono una condizione di sfruttamento inaccettabile, svolgono un servizio pubblico, ma sono assunti da cooperative private cui gli enti pubblici appaltano il servizio, Cooperative che ingrassano su salari da fame, contratti di lavoro usa e getta, negazione dei diritti contrattuali individuali e collettivi, intimidazioni, ricatti, abusi. Chi ha frequentato quel mondo sa bene di cosa si tratta.
Ma sa anche di chi è la responsabilità.

Il mercato delle cooperative, la grande giungla degli appalti e dei subappalti, foraggiato dal ritiro della mano pubblica Lo stato, a ogni livello, a partire dai proprio comuni e dalle regioni anche nel Molise, ha privatizzato e dismesso le proprie funzioni sociali al solo scopo di “risparmiare” sulla pelle dei lavoratori e degli utenti, per contribuire così al pagamento del debito pubblico a favore dei banchieri, da questi acquistato con il frutto di grande rapine sociali, uno di quei settori capitalistici parassitari che continua ad intascare miliardi di utili e interessi anche durante l’epidemia. Il debito sì dello stato nazionale, ma anche della Regione e di quegli enti locali che hanno aderito a questo tipo di debito speculativo. Per non parlare delle enormi regalie alle lobby private sui bilanci statali e quelli regionale (anche nel Molise) – grande evasione e spese militari a parte – e di ciò che potrebbe ottenersi ad esempio da una patrimoniale straordinaria di almeno il 10% sul 10% più ricco.


Il servizio di pulizia nelle scuole e negli ospedali, i servizi mensa, i servizi di assistenza ai più poveri, tutto è stato affidato al mercato. E il mercato opera con la legge naturale del profitto. La concorrenza al massimo ribasso è il terreno quotidiano di gara tra le cooperative. Si assicura l’appalto chi offre il servizio a prezzi stracciati. E lo offre a prezzi stracciati chi paga meno i propri dipendenti, tanto più se li si paga in nero, frodando lo stato e ricattando i lavoratori.


Tanto più ricattabili se immigrati, che senza il lavoro non hanno il soggiorno.
Il 13 novembre migliaia di lavoratori e di lavoratrici di questo settore, che ovviamente opera con sacrificio anche nel Molise, sono scesi in sciopero su scala nazionale per rivendicare la cosa più elementare: la reinternalizzazione del proprio servizio, e l’unificazione della condizione contrattuale al livello del pubblico impiego.
A uguale lavoro, uguale salario ed uguali diritti. È una rivendicazione di valenza generale che può e deve valere per i lavoratori di tutti i settori, nel pubblico e nel privato. Come lo è la rivendicazione della sicurezza sul lavoro e del pagamento del 100% del salario in caso di lockdown.


E queste ragioni e rivendicazioni, anche nel Molise, intendiamo sostenere con il Coordinamento molisano delle sinistre di opposizione (di cui facciamo parte unitamente al PCI, PMLI e Città Futura) a tutela, nel contempo, sia delle operatrici/operatori sociali sia dei beneficiari di tali servizi essenziali a partire dagli anziani bisognevoli di cure e privi di redditi sufficienti.


Perché anche nel Molise la Regione e gli enti locali provvedano alla internalizzazione dei servizi svolto dagli operatori sociali, all’unificazione delle condizioni contrattuali, alla parità di salari e diritti a parità di lavoro

PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI – MOLISE

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