Lettera aperta a Toma: crisi del commercio ambulante, richiesta di incontro

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Di seguito riportiamo al lettera inviata al Governatore Toma, a firma di Elvio Terranove, in merito alla situazione in cui versa il commercio ambulante, in epoca di pandemia, con richiesta di incontro.

“Gentilissimo presidente, ci apprestiamo a raggiungere un anno di pandemia. In questo periodo abbiamo potuto vedere di tutto, dalla solidarietà dei clienti all’egoismo dei competitor, dal senso di responsabilità di alcuni amministratori (soprattutto dei centri più grandi, dove le problematiche sono maggiori e i politici non hanno tempo per coltivare interessi di parte), alla presunzione di sindaci che pensano di essere padroni del proprio territorio.

Le nostre attività già in crisi per ragioni endemiche legate alla situazione socioeconomica della regione si sono ritrovate a fronteggiare norme emanate senza tener conto della specificità del nostro settore. Spesso soprattutto per carenza legislativa territoriale abbiamo dovuto subire l’assalto dai colleghi delle regioni limitrofe dove non gli era consentito lavorare. Per contro alle imprese ambulanti molisane che frequentano mercati in regioni classificate zona rossa non è stato possibile riconoscere alcun ristoro.

Le nostre attività si sono ritrovate a fronteggiare lo “zelo” di sindaci che hanno pensato bene di chiudere i mercati anche laddove non vi era alcun rischio reale di contagio (per le nostre attività, classificate dall’ISS a basso rischio, sono state emanate specifiche misure di contenimento a cui tutti gli operatori si attengono, e poi l’afflusso di utenza nei nostri mercati è notevolmente basso).

Altro tasto dolente le fiere e feste. Gli operatori di questo settore sono fermi da un anno pur risultando attivi avendo codici ATECO uguali ai colleghi mercatari, quindi destinatari di alcun ristoro. Ai vari amministratori alla parola fiera si drizzano i capelli pensando che si stia parlando delle fiere internazionali organizzate dagli enti preposti nei grandi centri. Le cosiddette fiere nel nostro Molise, a parte quelle più rinomate, una decina in tutto, si riducono in quanto affluenza di utenza e operatori a poco meno di un quarto di un mercato dei centri minori delle regioni limitrofe.

Tutto ciò ha condotto il nostro settore ad una crisi profonda, mettendo in situazione di indigenza una rilevante parte dei suoi operatori, Le possiamo assicurare che, oltre le già drammatiche stime di chiusura attività ufficiali, un rilevante numero di nostri colleghi, amici, imprenditori, pur mantenendo attiva la propria P.I. si è messo alla ricerca di lavori alternativi.

Per quanto su esposto e soprattutto per l’evolversi dell’epidemia a partire dal basso Molise richiediamo un incontro, anche telematico per concordare in merito alle:

chiusure dei mercati, affinché avvengano su base di dati tangibili e collegati agli altri settori di analogo rischio di contagio.

alla riapertura di quelle fiere che per loro connotazione in merito ad afflusso di utenza e operatori non creano alcun rischio di contagio

all’emanazione di forme di ristoro, eque e mirate che tengano conto della specificità del settore”.

Elvio Terranova presidente ANA (Associazione Nazionale Ambulanti di Campobasso).

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