La riflessione/ L’Italia si sta suicidando per proteggere la mediocrità

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Importiamo braccia, esportiamo cervelli: il declino d’Italia si fonda da una parte sull’ incapacità  di valorizzare il merito dall’altra di difendere a oltranza  parassitismo e rendita di posizione. Alcuni capi di stato, sui loro migranti che partono con i più disparati mezzi verso l’Italia affermano «Perdiamo persone, perdiamo braccia valide» i nostri governanti possono sostituire tranquillamente “braccia” con “cervelli”, per cui l’Italia importa braccia ed esporta cervelli. Per “cervelli” non si intendono solo ricercatori o aspiranti professori universitari, ma persone dotate di capacità professionali e motivazioni superiori alla media, che operano in ogni campo, dalla medicina all’architettura, dalla ristorazione all’ingegneria, dal giornalismo all’accademia. Non tutti gli eccellenti emigrano, alcuni, rimangono, ma son sempre meno ed in certi campi sono una minoranza, come non è vero che importiamo solo “braccia con poco cervello”: fra gli immigrati ci sono moltissimi capaci, che hanno contribuito, con professionalità ed imprenditorialità, al benessere del nostro paese, sono una minoranza, insomma, l’Italia esporta migranti qualificati ed importa migranti non qualificati.

Il Pil italiano è frutto di tanti fattori di produzione; macchine, terreni, professionalità individuali, conoscenze tecnologiche, lavoro puro e semplice, con un insieme di regole socio-economiche e diverse caratteristiche di fattori di produzione; per cui un paese con tanti campi fertili attira agricoltori, uno con tante buone università attira aspiranti ricercatori ed uno con tanti anziani sussidiati attira badanti. Un paese dove il merito non viene compensato e chi rivendica un giusto compenso per il merito che esprime viene guardato malamente, tende ad allontanare questo tipo di persone e determina chi viene e chi va in un sistema economico.

L’italiano medio (l’80%) ha deciso di costruire e difendere un sistema che espelle eccellenze e premia mediocrità, questo processo ha il suo motore nella politica: mai fino ad oggi si è vista in parlamento una peggiore masnada di incompetenti, chiacchieroni, arruffoni, faccendieri, svitati, ignoranti, bugiardi, arrampicatori sociali e megalomani, questi non sono stati scelti né da Merkel né da occulte potenze straniere ma dalla maggioranza del popolo italiano che, evidentemente, in essi si riconosce, frutto di un sistema elettorale che obbliga a votare chi il capo predilige, sistema fatto passare post mani pulite,con lo slogan “moralizzare la politica annientare le clientele..”

Questa realtà protegge la scarsa voglia e l’incapacità di competere, mentre premia mediocrità, fancazzismo e parassitismo, chi in questa realtà ci sta stretto cerca di fuggire, mentre  furbetti, fancazzisti e mediocri accorrono come vespe sul miele o meglio come mosche sulla merda. La mediocrità riproduce e premia sè stessa, attraverso la politica da “sopra” e l’elettorato, da “sotto”,che in questi decenni hanno portato i mediocri ad imporsi in ognuna delle professioni che determinano l’immagine dell’Italia  verso l’estero e con essi il funzionamento interno del paese, dal giornalismo all’accademia, dalla burocrazia pubblica all’imprenditoria privata sino alla produzione culturale e alle professioni.

Mediocrità, disdegno per la competenza, parassitismo e ricerca di favori su base di amicizie o comparaggi politici e familiari sono le regole che dominano la “convoluzione” dei fattori di produzione e ne selezionano natura e qualità. Questo sfascio   non si risolve con incentivetti fiscali per il ritorno dei cervelli, né imprecando contro i immigranti! Tutto questo sfascio si può risolvere, nei decenni a venire, solo mettendo da parte i mediocri per lasciar spazio agli eccellenti, è ora di cominciare una rivoluzione in ognuno di noi anche se forse è già troppo tardi.

Alfredo Magnifico

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