Agricoltura sociale. AreaDem: attendiamo che il Senato approvi il testo

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Il 15 luglio scorso, la camera dei Deputati ha approvato un provvedimento per la promozione dell’ “agricoltura sociale” che, attualmente, è passato al vaglio del senato. Ancora un atto di presa di coscienza per questo settore importante che, se sufficientemente protetto, aiutato e sollecitato, può rappresentare volano per il lavoro e motivo di orgoglio in Italia e all’estero. Una visione multifunzionale dell’impresa agricola che racchiuda più esperienze che spaziano dall’inserimento lavorativo all’attività socio-sanitaria, passando per la formazione.  Riscoprire l’antica cultura  dell’agricoltura, caratterizzata dal legame che si instaura tra una famiglia e la propria azienda agricola non disgiunta da quel senso di solidarietà notorio nella società prettamente rurale, può essere una risposta vera ai bisogni della nostra società moderna, troppo spesso fredda, veloce nei tempi ed egoista nei rapporti umani. Un ritorno al passato ma con funzionalità nuove che tengano conto dei dovuti cambiamenti; etica ed economia a braccetto per un futuro migliore. Investire nelle fattorie sociali significa che una persona possa diventare parte attiva della società, impegnandosi in un progetto-risorsa dove il proprio lavoro è legato alla fruizione, tutela e riscoperta del territorio e non solo. All’estero un esempio di agricoltura sociale da seguire è l’Olanda, dove operano numerose aziende agricole, private,  che offrono ormai da anni quei servizi che si possono senz’altro definire terapeutici e riabilitativi.  Infatti alla consueta accezione di impresa agricola si innestano tutte le nuove concezioni che spaziano, per esempio, dall’ippoterapia, alle terapie con le piante, agli agro-asili, agro-nido e servizi di accoglienza per persone in progetti di riabilitazione sociale o in difficoltà fisica e psichica. Sembra un progetto futuristico ed invece è a portata di mano, realizzabile indifferentemente sia nei paesi che nelle periferie delle grandi città; fattorie didattiche, utili anche alla salvaguardia della biodiversità animale, attuabili in varie forme, anche attraverso associazioni con cooperative. Volendo, tali attività di agricoltura sociale possono essere realizzate anche la collaborazione della Regione e dei suoi servizi socio-sanitari. Certo, è necessario un adeguamento delle disposizioni normative al fine di consentire il riconoscimento degli operatori dell’agricoltura sociale presso gli enti preposti, ma volere è potere e in attesa dell’approvazione del testo da parte del Senato si potrebbe giocare – una volta tanto – d’anticipo e farci trovare pronti per dare risposte immediate a coloro i quali hanno voglia di credere in questo progetto di vita. Altro fattore positivo è dato dalla possibilità di recuperare tutto quel patrimonio edilizio rurale esistente, molte volte, abbandonato e in disuso, al fine di destinarlo agli imprenditori agricoli per l’attività agricolo/sociale, rispettando ambiente e paesaggio. Nella seconda parte del testo in approvazione, sono previsti interventi mirati, sempre da parte delle istituzioni pubbliche, al sostegno di queste nuove attività con, per esempio, la specifica indicazione di priorità nell’assegnazione delle gare di fornitura ad ospedali e mense scolastiche per quei prodotti agro-alimentari provenienti da operatori di agricoltura sociale, anche per il rispetto del contenimento della spesa per beni e servizi che risentirebbe, in senso positivo, della filiera a km zero, con l’ulteriore indiscusso vantaggio della valorizzazione dei prodotti. In tutto questo è prevista l’istituzione di un osservatorio nazionale per l’agricoltura sociale, quale struttura portante per scorgere eventuali punti critici in fase di prima attuazione, monitorare le buone pratiche, valutare l’impatto nei vari territori, pronto ad intervenire per adottare provvedimenti migliorativi di questo strumento che approvato e messo a punto porterà solo effetti positivi in termini lavorativi e non. Attendiamo fiduciosi che il Senato approvi rapidamente il tutto per dare una spinta ed una speranza a chi non si lascia intorpidire e scoraggiare dalla crisi.

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