Saldi all’Asrem: tutto a metà prezzo!

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saldiasremDopo sette anni anche nel 2013 la sanità molisana chiuderà in deficit- Ma l’Asrem fornisce i propri servizi alla ex Cattolica con il 50% di sconto.

“Anche per l’anno 2013 si prefigura il manifestarsi di un disavanzo non coperto di 18 mln di euro a cui deve aggiungersi tutta la situazione di disavanzo pregresso non coperto. Tavolo e Comitato evidenziano la gravità della situazione del Molise a distanza di sette anni dalla sottoscrizione del Piano di rientro”. Questa la lapidaria sentenza del tavolo interministeriale che tiene sotto scacco la sanità. Nonostante i ticket, i super ticket, i tagli, le ambulanze ferme perché prive di manutenzione nel 2013 la sanità molisana continua ad essere in deficit, continua a soffrire e continua ad esser bersagaliata dal governo nazionale e dai suoi tenici. Non solo. Leggendo le note dei tecnici si scoprono altre interessanti notizie specie nei rapporti con i privati e segnatamente con i due maggiori privati molisani (che poi privati nella sostanza non sono visto che ricavano la quasi totalità del fatturato da incarichi e soldi pubblici), Neuromed ed ex Cattolica (oggi Fondazione Giovanni Paolo II).

Si scopre in primo luogo che l’Asrem avrebbe riconosciuto alle due strutture fondi extrabudget, ossia prestazioni non concordate in sede di rapporti convenzionali. E non sono bruscolini. Leggiamo “Con riferimento a Neuromed e Cattolica nella relazione dell’advisor si evidenzia che per gli anni 2006-2012 sono state liquidate e pagate somme per un importo superiore al budget. Nel corso del 2012 si rilevano trasferimenti alla Fondazione Giovanni Paolo II per 26,428 mln di euro a fronte di un fatturato riconoscibile di 27,519 e trasferimenti a Neuromed per 28,155 mln di euro a fronte di un fatturato riconoscibile di 26,596”. Quindi parliamo per il solo 2012 di circa 1,1 milioni di euro in più alla Giovanni Paolo II e di 1,6 milioni di euro in più al Neuromed. Quasi tre milioni di euro di prestazioni non previste, non riconosciute in sede di accordi preventivi che pure vengono presentate all’incasso dai due soggetti privati. Va precisato come si tratta solo della punta di un iceberg perchè tali situazione di anarchia previsionale (assegno un budget e poi ne esce un altro) sembrerebbe riguardare la gran parte dei privati operanti nel servizio sanitario locale. Si ricorda come in un precedente articolo abbiamo segnalato come la gestione dei prvati, nonostante i 95 dirigenti amministrativi in forza all’Asrem, non è governata dall’Asrem stessa. Non solo. Sembrerebbe, ma l’approfondiremo in una prossima puntata, che recentemente l’Asrem abbia addirittura dato il via libera all’autoprescrizione da parte dei pazienti e dei medici di alcune prestazioni erogate da privati, rinunciando così definitivamente a qualsiasi controllo della spesa presso privati e non presso strutture pubbliche (che ricordiamolo sono già pagate dal bilancio corrente dell’Asrem). Una privatizzazione strisciante e dirompente che poi di privatistico o di energie imprenditoriali non ha proprio nulla. Nella sanità pubblica italiana non esistono i bandi di gara o le gare d’appalto e quindi il privato è formalmente un imprenditore (ma la Fondazione non è neanche un soggetto imprenditoriale) e nella prassi è un semplice concessionario di servizi pubblici, uno che  non rischia molto (cosa che l’imprenditore vero dovrebbe fare)  se non di attendere i biblici termini di pagamento dello Stato italiano. Ma poi si scoprono altre cose curiose nei rapporti con i privati. Sentite questa: “con riferimento alla richiesta ricognizione dei rapporti contrattuali intercorrenti tra Asrem e operatori sanitari privati, la struttura commissariale precisava in occasione della scorsa riunione, che è emerso che, nel corso del 2012, Asrem ha eseguito prestazioni richieste dalla Fondazione Giovanni Paolo II. La struttura commissariale chiedeva all’azienda di conoscere se tali prestazioni fossero state remunerate dalla Fondazione, se fosse stata sottoscritta una convenzione tra le cui clausole si prevede uno sconto del 50% delle tariffe assolutamente unilaterale che la struttura commissariale definisce inopportuna e dannosa economicamente per il SSR che, invece, paga senza sconti la Fondazione. Risulta, inoltre l’invio da parte di Asrem di suoi medici ad eseguire delle prestazioni presso Neuromed tramite una deliberazione aziendale dichiarata dalla struttura commissariale illegittima e che si chiedeva di revocare. La struttura commissariale chiedeva, infine, all’azienda di rendicontare su tutte le ulteriori convezioni in essere con strutture private”.   La situazione è incredibile. La Fondazione Giovanni Paolo II chiede all’asrem dei servizi sanitari, da erogarsi attraverso personale Asrem presso le strutture della Fondazione. L’Asrem per questi servizi decide, manco fosse l’azienda più florida del mondo, di farsi pagare dalla Fondazione con uno sconto del 50%. Inoltre mandava dei medici presso la Neuromed  e questo secondo il Ministero non si poteva fare. Inoltre questa prassi forse non ha riguardato solo la Cattolica ma anche altri e il Ministero chiede di conoscere questi rapporti “al contrario” tra Asrem e privati. Ricapitoliamo: la Fondazione Giovanni Paolo II, quella che ha licenziato 45 infermieri ma aggiudica gare d’appalto per il centralino per oltre un milione di euro, non ha rispettato il budget 2012 per oltre un milione di euro. La stessa cosa risulterebbe anche per gli anni 2006-2010. lo stesso è successo alla Neuromed. Nel contempo la Fondazione Giovanni Paolo II ha richiesto all’Asrem delle prestazioni sanitarie per suo conto e l’Asrem gliele ha fornite a metà prezzo forse perché, aggiungiamo noi, era tempo di saldi. Infine l’Asrem ha anche inviato propri medici presso la Neuromed di Pozzilli e questo secondo il Ministero è illegittimo. Una domanda ai nostri lettori, anche a coloro che  non sono addentro alle cose della sanità: ma a voi tutto questo vi sembra normale? (continua)

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