Amministrative, Berlusconi: «Nuovo vento al Nord. E ci davano per morti»

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Il leader di Forza Italia: «Uniti possiamo tornare a vincere». Ora la priorità è ricompattare i moderati senza cedere troppa sovranità alla Lega    di Tommaso Labate da www.corriere.it

«Il vento del Nord è cambiato. E giornate come questa sono la prova che Matteo Renzi è sbiadito. È vero che governa in una fase molto difficile, e va riconosciuto. Ma la sua azione ha perso smalto. E l’elettorato gli sta già voltando le spalle». Dal salotto di villa San Martino, ad Arcore, Silvio Berlusconi ha seguito a distanza le sfide del secondo turno delle elezioni amministrative rafforzando la convinzione che aveva avuto già due settimane fa. «Con un centrodestra unito – è l’opinione dell’ex premier – possiamo tornare al governo molto prima di quando sognano i più ottimisti di noi». Tra l’altro, è la suggestione di cui parla ai fedelissimi, «in un eventuale testa a testa alle Politiche tra il Partito democratico e i moderati, sono sicuro che gran parte dell’elettorato che al primo turno vota Grillo, pur di voltare le spalle al presidente del Consiglio, farebbe vincere noi». Detto in un altro modo, «l’Italicum, per Renzi, è un’arma a doppio taglio».

Berlusconi mette alla prova le sue teorie guardando i dati che dalle 23 e 15, arrivano soprattutto da Venezia, la madre di tutte le sfide di ieri. E tiene d’occhio anche i ballottaggi di quelle cittadine lombarde in cui lui stesso negli ultimi giorni si è recato per sostenere la corsa dei candidati del centrodestra, da Seregno a Segrate. Senza dimenticare realtà come Pietrasanta, in Toscana, dove l’ex premier s’era presentato già due settimane fa per aiutare l’amico (già sindaco) Massimo Mallegni, che avrebbe volentieri candidato alla presidenza della Regione. Morale della favola? Vittoria a Venezia, vittoria a Seregno, sconfitta di misura a Segrate e vittoria a Pietrasanta. Il tutto nel quadretto in cui il centrodestra vince in quasi tutta la Lombardia e fa «cappotto» in Toscana (tre vittorie su tre, tra cui Arezzo) e Veneto (cinque su cinque, tra cui Venezia).

«Ci avevano dati per morti. E invece questa tornata elettorale ha sorriso al centrodestra», è l’analisi svolta coi fedelissimi. Prima delle Regionali, infatti, il timore – ad Arcore come a Palazzo Grazioli – era che le elezioni più importanti del 2015 si trasformassero nel momento storico del sorpasso della Lega su Forza Italia. «Invece», è la riflessione berlusconiana, «oggi ne parliamo soprattutto come della prima, vera, sconfitta di Renzi».
L’obiettivo dell’ex premier, da oggi, sarà tentare di riunificare il centrodestra senza cedere «troppa sovranità alla Lega». Non a caso, si è già messo a lavoro per compilare «il programma elettorale del nuovo partito» in cui le questioni della «sicurezza» saranno considerate una priorità anche rispetto all’eterno cavallo di battaglia berlusconiano, il «fisco». Segno che la Forza Italia ripensata sul modello dei Repubblicani americani non vuole lasciare, su questo dossier, campo libero ai leghisti. «Di tempo ne abbiamo», sussurra Berlusconi man mano che i risultati dei ballottaggi rendono più nitidi i contorni della vittoria. E Renzi, è la sua scommessa, «rimarrà il più possibile lontano dalle elezioni. Anche perché ha capito che le può perdere».

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