Ad aprile la Volkswagen avvertì i proprietari californiani: “Auto a rischio test emissioni”

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L’ex amministratore delegato Winterkorn potrebbe ricevere 28,6 milioni di pensione e 33 milioni per l’uscita. Intanto si studia la successione: sarà una soluzione interna, in pole c’è Matthias Mueller      da www. repubblica.it

La Volkswagen aveva avvertito ad aprile, con una lettera i proprietari californiani di autoveicoli prodotti dalla casa tedesca che le vetture potevano non superare i test anti-inquinamento e che l’azienda avrebbe rilasciato a breve un nuovo software per le centraline di controllo diesel con l’obiettivo di risolvere il problema. E’ una delle ultime novità che getta un’altra luce sulle scandalo delle emissioni, all’indomani dell’uscita dell’amministratore delegato Martin Winterkorn, per il quale si sta per aprire un paracadute d’oro da 28,6 milioni di euro di pensione. Prosegue, intanto, il recupero del titolo in Borsa, che aveva perso circa un terzo del suo valore nelle prime due sedute della settimana.

La lettera ai clienti. Sentendosi il fiato sul collo dell’agenzia californiana per il controllo dell’ambiente, la ‘Volkswagen of America Inc.’ aveva inviato una lettera ai suoi clienti proprietari di vetture diesel Audi e Volkswagen per una generica “azione di richiamo per problemi di emissioni” dei gas di scarico. Ai proprietari delle vetture con i motori a rischio di non superare i periodici test veniva detto di portare l’auto al rivenditore dove sarebbe stato installato un nuovo software per assicurare che le emissioni dai tubi di scappamento venissero ” ottimizzate per operare efficientemente”.

Volkswagen però non chiarì che l’operazione era stata avviata solo per rispettare con un escamotage i severi standard qualitativi delle autorità di controllo locali. Tra questi stavano da mesi aumentando le perplessità sulle macroscopiche differenze tra le emissioni registrate in laboratorio (quelle truccate appunto con il software che alterava i risultati) e quelli nelle prove su strada, dove il programma che abbassa i livelli di emissioni di gas inquinanti non funzionava.

I funzionari del Air Resources Board della California, e gli omologhi federali dell’EPA (Ente per la protezione ambientale) acconsentirono a dicembre del 2014 all’operazione di richiamo volontario delle auto diesel di Volkswagen con motore 2 litri prodotti tra il 2010 ed il 2014 per risolvere quello che la società tedesca sosteneva essere un innocente malfunzionamento tecnico e di facile soluzione che avrebbe potuto far scambiare il motore per più inquinante di quanto l’azienda non attestasse. In sintesi, il piano per nascondere il danno causato dai motori non in linea con gli standard ambientali più aggiornati, era stato progettato da tempo.

La buonuscita del ceo e la successione. Secondo quanto ricostruisce Bloomberg, all’ex amministratore delegato Winterkorn spetterà una pensione da 28,6 milioni di euro. Il dato emerge dall’ultimo report annuale, che, spiega l’agenzia Usa, “non indica condizioni per cui la somma potrebbe non venire pagata”. A Winterkorn potrebbero anche andare due annalità in caso di uscita per totali 33 milioni, ma la parola spetta al board che potrebbe ridurre la somma. L’anno scorso, il manager è risultato il secondo più pagato di Germania con 16,6 milioni.

Intanto la casa tedesca è alle prese con la successione, che potrebbe arrivare già venerdì. Il supervisory board starebbe guardando a due nomi: Matthias Mueller, appoggiato dalle famiglie che controllano Vw, e Herbert Diess, un ex dirigente Bmw e scelto quest’anno per guidare la nuova divisione Brand del gruppo. Secondo alcuni analisti, a Mueller potrebbe venire affidato un interim necessario a stabilizzare la società, che verrebbe poi affidata a Diess, oppure a Andreas Renschler, numero uno della divisione veicoli commerciali. Ma per Commerzbank un possibile candidato sarebbe anche Sascha Gommel, capo di Skoda, la società ceca controllata dalla casa di Wolfsburg. L’unica cosa al momento certa è che il successore non
sarà un esterno al gruppo, considerato che il 51% di Vw è in mano alle famiglie Porsche e Piech con la Bassa Sassonia che detiene un ulteriore 20% .

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