Anche La Stampa si occupa del concordato preventivo Arena e del più grande buco di una società pubblica italiana

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Il tempo si sa è galantuomo. E lo è soprattutto con i galantuomini. Purtroppo non lo è con le migliaia di famiglie di Bojano ridotte sul lastrico dall’incredibile vicenda della Gam/Solagrital, da noi denunciata, senza alcun esito apprezzabile, in decine di articoli ed approfondimenti negli ultimi anni. Oggi, con il triste primato di società pubblica più sfasciata d’Italia, la Gam approda sulle prime pagine di un giornale nazionale, autorevole e apprezzato: La Stampa di Torino. Che è andato dritto al punto. E il punto è tutto sul concordato preventivo del gruppo Arena, debitrice nei confronti della Gam/Solagrital di qualcosa come 30 milioni di euro, la cui proposta di sfalcio di debiti per ben 18 milioni di euro è stata approvata, senza remora alcuna proprio dalla regione Molise per il tramite degli organi sociali di Gam e Solagrital. Una cosa mai discussa in Consiglio regionale, dai lavoratori, dai sindacati, da nessuno. Quello che il giornalista poi non cita sulla vicenda, e su cui stiamo preparando un nuov oarticolato dossier, è che anche i 12 milioni residui sono soldi di cui la Regione, anche con il nuovo governo regionale, sembrerebbe poter fare tranquillamente a meno. E farne tanto a meno che non vuole neanche prendersi il marchio Arena, almeno per recuperare qualcosa. Il Presidente Frattura, in consiglio regionale, ha precisato nel corso della presentazione del piano industriale del nuovo polo avicolo che il marchio Arena costa troppo per poterlo acquisire la Regione. E i 12 milioni di forniture e servizi a suo forniti al gruppo Arena e mai pagati, ancora esistenti dopo lo stralcio dei 18 che fine hanno fatto? Lo sapremo solo vivendo o seguendo questa piccola e ormai frustrata, sul punto, testata. Ecco intanto il testo relativo al pollo molisano del pezzo de la Stampa di Francesco Spini: “Se vogliamo vedere il peggior affare che un ente pubblico possa fare, e vogliamo considerare solo le società con un patrimonio di un certo riguardo (sopra il milione di euro), bisogna partire dai polli. I polli della Gestione Agroalimentare Molisana, in breve Gam. Nelle carte di Cottarelli, la società – che per la verità da qualche mese ha i lucchetti alle porte – vanta un primato non invidiabile, tra le aziende dalla redditività all’incontrario. Il rendimento del capitale investito dagli azionisti – i poveri contribuenti della Regione Molise – è stato negativo per il 691,92%. Nel 2012, anno a cui si riferiscono i numeri delle banche dati a cui ha attinto il commissario per la spending review, ha perso 14,5 milioni di euro, con un patrimonio netto di 2,1 milioni. Quella della Agripol, poi Sam, quindi Solagrital infine Gam è una storia intricata in cui per anni il pubblico sostiene i costi (e le perdite) e il privato con cui l’azienda era in affari – il gruppo Arena – ne tare, finché può, i benefici. Poi il business precipita e anche Arena finisce in difficoltà. Inspiegabilmente Gam dà l’ok al concordato che riguarda Arena dove, a fronte di 28-30 milioni di euro di crediti che vanta dalla stessa Arena, la società pubblica rinuncia a riceverne 18 e accetta di avere il resto non in contanti, ma in azioni Arena. L’esito? La giunta regionale chiede la procedura concorsuale anche per Gam (è stata ammessa a luglio) e centinaia di allevatori di polli molisani rischiano di restare senza un soldo dei crediti vantati”.

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