Reddito di cittadinanza, ultima (costosa) presa in giro del Sud

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La spinta popolare che ha portato nel 2018 il 33% dei votanti a dare consenso ad un movimento confuso e raffazzonato, guidato da un comico, ha trovato la spinta più forte nella “matematica del miracolo” “nell’abolizione della Povertà” materializzatosi con il reddito di cittadinanza.

La storia si ripete, oggi come ieri, il “Panem et Circenses” fa sempre effetto e condiziona la volontà della plebe, come i trecento sesterzi che Cesare lasciò ad ogni cittadino alla sua morte, come i banchetti per il popolo offerti da Nerone, come i soldi arroventati lanciati dal marchese del Grillo, soldi gettati senza senso per assopire la rabbia, visione sprezzante di energie bloccate da decenni di disinteresse reale per i cittadini e le loro prospettive.

Scorciatoie furbesche che si sono avvicendate nel corso dei secoli, senza alcun costrutto positivo, così anche i figli del XX secolo possono vantare una coercizione della dignità in cambio di un’elemosina elargita a fondo perduto, costata una decina di miliardi.

Sussidio di oltre 1700 euro a famiglia, un anno per trovare lavoro, ore dedicate al servizio dei comuni, tutto non per pagare le persone ma per tenerle sul divano, per fare sparire la povertà.

Una palla clamorosa, condita da ammiccanti sorrisi di chi l’ha propagandata e dalla spesa per i tutor, una decina di migliaia di persone, che non hanno prodotto nulla dal loro lavoro, così, è stata spacciata la vecchia droga populista di elargizioni a pioggia ,senza senso, che sollevano il popolo per un breve periodo dalle ansie ma creano una dipendenza dal potere; soldi finiti nelle tasche di troppi che non ne avevano bisogno; mafiosi e loro parenti, truffatori seriali del fisco, contrabbandieri ed esperti nel beffare le regole.

Questo sperpero di denaro non ha generato un solo posto di lavoro e non ha, assolutamente, incrementato il benessere dei cittadini, anzi ha incentivato il lavoro nero e certificato una devastante scelta di sudditanza del Mezzogiorno alle proprie più ataviche debolezze.

Le casse statali, svuotate con sagacia populista, da predatori che hanno offerto un’immagine del futuro del Mezzogiorno, non solo, simile a quello di un accattone incapace di provvedere a se stesso.

Non si è visto assolutamente niente da parte del Governo delle mirabolanti decisioni su cantieri da aprire e procedure da velocizzare, nulla di concreto per combattere la criminalità organizzata, spesso scarcerata “per errore”, nulla di concreto per agevolare gli investimenti dei privati. Niente di niente il nulla assoluto, da nullità.

La crisi legata al Covid amplifica queste carenze, a fronte di una legislazione emergenziale senza precedenti, con una quantità enorme di denaro spesa per tenere in vita il sistema economico, nessun capitolo di sviluppo è stato declinato o abbozzato per il Mezzogiorno.

I parlamentari del Mezzogiorno tacciono, come struzzi con la capoccia sotto la sabbia, unica soddisfazione i loro conti correnti, che danno la dimensione di ciò che davvero conta, essere usciti loro dalla povertà.

Il Governo sta approfittando del Covid e della debolezza del Parlamento per darsi un senso di esistere, lo fà cinicamente, nel vuoto della politica che ha attorno, il sud è di nuovo tradito da persone incapaci di pensare anche solo a sè stessi, dovrebbero essere presentati i piani per il Recovery Fund, avrebbero dovuto far trovare la sanità più pronta ad ottobre di quanto non lo fosse a marzo, avrebbero dovuto, ma non hanno voluto, hanno scommesso sulla ritirata del virus, che invece ha aggredito con più forza; tiene chiusi in casa milioni di persone e ne ha ammazzate altre decine di migliaia, hanno scommesso sulle scorciatoie, ha perso il popolo.

Oggi presentano task force formate da centinaia di esperti, che dovrebbero occuparsi della ripartenza. Bah….. mio padre avrebbe detto: ”mangia pane a tradimento” 

Un manipolo di furbetti che; ha blandito gli istinti di bisogno di tanti impauriti dal futuro, che ha spacciato politiche di decrescita come un’ipotesi seria, che ha contrastato opere pubbliche che poi ha realizzato, che fa della manipolazione del consenso il suo asset maggiore, questa è gente che può produrre solo risultati inesistenti.

La crisi sanitaria, una scusa, usata per rubare qualche settimana, ma il Mezzogiorno diventa sempre più povero ed abbandonato dal Governo che predica attenzione ma non produce una mazza.

Il reddito di cittadinanza sta per tirare le cuoia, verrà sostituito da ciò che c’era prima, un aiuto concreto a chi davvero ha bisogno non per ravvedimento ma perché le risorse gettate ormai non ci sono più, insieme a questa misura dai tratti pietistici, infiocchettata di inesistenti miracoli per incrociare inesistenti lavori con disoccupati reali, ci si deve augurare che spariscano gli imbonitori con il cappello in mano e la giacca nuova che propongono scorciatoie per non affrontare i problemi.

Senza riforma della pubblica amministrazione, senza una semplificazione legislativa, senza una visione chiara delle esigenze del Paese, senza una visione sulla collocazione del Paese e del Mezzogiorno negli scenari internazionali, giocando a mosca cieca tra Cina, Russia e Usa come quando si sceglie un ristorante.

Il reddito di cittadinanza ennesima, costosissima presa in giro del Sud, servono visione e investimenti reali, non sussidi.

Il Mezzogiorno ha bisogno di scelte serie e reali, ha diritto a non essere preso né per il collo, né per il culo, per le sue debolezze. Stavolta non bastano sesterzi e talleri.

Alfredo Magnifico

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