La ripresa perde slancio, calo record dell’occupazione

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La ripresa dei Paesi della zona euro a causa della pandemia si sta indebolendo non solo per le deboli prospettive dell’occupazione, ma anche per il rischio del perpetuarsi della sfiducia dei consumatori.

La ripresa dei mesi estivi, anche se contraddistinta da disomogeneità e instabilità, ha già perso forza, causa il ritorno aggressivo della pandemia, l’aumento dei casi di positività in tutti i principali Stati europei e il conseguente necessario ripristino di misure restrittive stanno pesando sulle attività economiche, costituendo un chiaro deterioramento delle prospettive a breve termine.

L’allerta arriva dalla marcata irregolarità della ripresa di settori, dove i servizi, fortemente legati al divieto di assembramenti e incontri sociali, risultano i più colpiti dalla pandemia.

Il Covid-19 nella prima metà del 2020 ha fatto registrare un calo record di occupazione e del totale delle ore lavorate, i cui effetti disastrosi sono stati contenuti grazie alle misure messe in campo dai Governi a sostegno del lavoro.

Gli istituti bancari hanno inasprito i propri standard di credito su prestiti a imprese e famiglie, nel terzo trimestre del 2020, a causa dell’accresciuta percezione del rischio, le misure di politica monetaria adottate a marzo stanno aiutando a mantenere condizioni di finanziamento favorevoli per settori e giurisdizioni dell’area euro.

La speranza è che l’inflazione, resti negativa e non salga fino al 2021, valutando i prezzi correnti, i future del petrolio la riduzione temporanea dell’IVA tedesca, la domanda specialmente in settori come il turismo e viaggi è vista ancora debole, invece, un rilancio della domanda supportata anche da politiche monetarie e fiscali accomodanti avrebbe effetti al rialzo sull’inflazione.

Attenta valutazione di tutti i parametri; economici e legati alla pandemia, sarà tenuta dal Consiglio Direttivo della BCE in vista della riunione di dicembre, in quella occasione, Francoforte promette di ricalibrare tutti gli strumenti a disposizione.

I tassi di interesse si prevede rimarranno ai livelli attuali o inferiori, fino a quando le prospettive di inflazione non convergeranno in modo robusto a un livello sufficientemente vicino, inferiore, al 2% nell’orizzonte di proiezione.

Il programma di acquisti straordinario di PEPP continuerà con una dotazione totale di 1.350 miliardi di euro e almeno fino a fine giugno 2021 e, in ogni caso, fino a quando non giudicherà che la fase di crisi da coronavirus sia terminata.

Operazioni mirate di rifinanziamento a più lungo termine (OMRLT III) rimane una fonte interessante di finanziamento per le banche con lo scopo di sostenere prestiti bancari a imprese e famiglie.

Il bollettino economico BCE ha inquadrato l’Eurozona in un momento di incertezza su tempi e modi di ripresa, con promessa di intervenire con strumenti adeguati al sostegno.

La pandemia mette in pericolo la sopravvivenza nel 2021 di 460.000 piccole e medie imprese (Pmi): tante sono le realtà con meno di 10 addetti e sotto i 500.000 euro di fatturato a rischio (l’11,5% del totale) con in gioco un giro d’affari di 80 miliardi e quasi un milione di posti di lavoro.

Alfredo Magnifico

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