Decreto milleproroghe: entrate e novità del testo definitivo

Il cosiddetto “decreto milleproroghe” – un decreto legge che viene approvato ogni anno e in cui vengono “prorogate” una serie di norme in scadenza – era stato approvato dal Consiglio dei ministri il 24 dicembre del 2014,-  la Camera ha approvato con 280 sì e 96 no la conversione in legge del decreto. Rispetto al testo iniziale, durante il percorso nelle commissioni Bilancio e Affari costituzionali della Camera sono entrate delle novità. La Costituzione prevede che un decreto legge del governo sia immediatamente effettivo ma debba essere convertito in legge dal Parlamento entro 60 giorni: quindi c’è tempo fino al primo marzo.
Il decreto-legge 192/2014 dispone la proroga di diversi termini previsti da disposizioni legislative, molti dei quali con scadenza 31 dicembre 2014. Il provvedimento interviene dunque su numerosi ambiti di materie, accomunate dalla previsione di proroghe di termini. Il contenuto del provvedimento è stato ampliato nel corso dell’esame in sede referente presso le Commissioni riunite Affari costituzionali e Bilancio, durante il quale sono stati aggiunti 5 articoli e 73 commi.

Tra le proroghe contenute nel testo originario del decreto-legge, si richiamano, in particolare, quelle relative a:
-assunzioni nelle amministrazioni pubbliche;
-piano di riorganizzazione dei TAR;
-obbligo della firma digitale nel processo amministrativo telematico;
-credito d’imposta per la realizzazione degli investimenti per la banda ultralarga;
-divieto di incroci proprietari tra giornali e TV;
-approvazione dei bilanci degli enti locali;
-prosecuzione del concorso delle Forze armate nel controllo del territorio;
– chiamate di professori associati;
– lavori di riqualificazione e messa in sicurezza degli istituti scolastici;
-indizione del primo corso-concorso nazionale per il reclutamento di dirigenti scolastici;
– riorganizzazione della Croce rossa;
-cantierabilità e appaltabilità delle opere a valere sul Fondo cd. “sblocca cantieri;
– aggiornamento e revisione delle concessioni autostradali;
– tutela dell’ambiente (divieto di smaltimento in discarica dei rifiuti; affidamento dei lavori di messa in sicurezza del territori; obblighi in materia di tracciabilità del rifiuti; esercizio del potere sostitutivo del Governo, in materia di depurazione delle acque reflue)
– contenimento delle spese delle pubbliche amministrazioni (limite massimo all’indennità per gli organi collegiali e gli incarichi; acquisto di mobili; canoni di locazione passiva);
–  sterilizzazione degli aumenti di accisa sui carburanti per il 2015 e il 2016;
– integrazione del fondo per le emergenze nazionali;
– regime fiscale relativo alle energie da fonti rinnovabili.

Tra le modifiche più rilevanti approvate nel corso dell’esame in Commissione si richiamano le seguenti materie oggetto di proroga che, in taluni casi, recano una disciplina sostanziale correlata al posticipo dei termini:
-contratti di lavoro presso le Regioni;
-controllo dei rendiconti dei partiti politici e termini per le richieste di accesso ai benefici previsti dalla legge per i partiti;
– ripristino degli uffici dei giudici di pace soppressi;
– trattamento di integrazione salariale per i contratti di solidarietà;
– disciplina transitoria per l’esame di abilitazione all’esercizio della professione di avvocato;
–  fondo di garanzia a favore delle piccole e medie imprese;
-disciplina transitoria per il riordino delle province;
– gestione in forma associata delle funzioni fondamentali dei piccoli comuni;
–  autocertificazione dei cittadini extraeuropei;
–  aumento della durata complessiva dei il conferimento di assegni di ricerca;
– differimento dell’efficacia delle disposizioni che disciplinano i requisiti per il trasferimento della titolarità di farmacia;
–  sospensione da parte del giudice dell’esecuzione delle procedure di “sfratto”;
– obbligo di presentazione della dichiarazione IVA unificata e della comunicazione dati IVA;
–  imposta municipale secondaria;
–  regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità;
– l’aumento della quota riconosciuta ai comuni a valere sulle maggiori somme riscosse nell’azione di contrasto all’evasione fiscale;
–  applicabilità delle sanzioni per il mancato rispetto del patto di stabilità interno da parte delle regioni;
–  rideterminazione dell’aliquota contributiva per i lavoratori autonomi, titolari di partita IVA.

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