A un passo dal crac, 4 mini aziende su 10 rischiano la chiusura

309


Secondo l’istat quello che si prospetta nel mondo delle piccole aziende è uno scenario apocalittico da dopo guerra 4 mini aziende su 10 rischiano la chiusura.La differenza è che il dopoguerra è stato un periodo pieno di speranze, effervescente con tanta voglia di riscatto e con la prospettiva di migliorare la propria condizione,un dopoguerra che ha dato vita a quei favolosi anni 50/60 che hanno visto il miracolo dello sviluppo economico.

I dati del secondo trimestre dell’ISTAT mostrano in un quadro desolante quanto l’Italia ha perso durante i mesi di lockdown e anche dopo nella tenuta dei conti pubblici edell’economia,il ministro dell’economia spera nel recupero del 15% nel trimestre luglio settembre.

La CGIA di Mestre è uscita con una previsione tutt’altro che rosea, 4mini aziende su 10,circa 1,7 milioni di attività rischiano di abbassare la saracinesca a causa della crisi economica provocato dall’emergenza sanitaria durante la pandemia.Il sondaggio fatto su un campione di aziende di diverse dimensioni ha indicato come le microaziende sono quelle che stanno messo peggio. 

Si tratta di imprese dei servizi, negozianti, botteghe artigiane, partite Iva con meno di 10 dipendenti che dopo la chiusura per il Covid non si sono più ripresi e hanno deciso di abbassare la saracinesca, sono bar, ristoranti, piccoli alberghi, piccolo commercio, e il comparto della cultura e dell’intrattenimento.Rischiano, soprattutto, i piccoli artigiani del mobile, del settore carta e stampa,, il tessile, abbigliamento e calzature.

La crisi non è dovuta solo a carenza di liquidità, ma i soggetti sfiduciati ritengono che sia una situazione irreversibile e di conseguenza i più sono tentati a gettare la spugna e arrendersi. Questo periodo di chiusura è stato il colpo di grazia finale che si accumula a un periodo già di per sé negativo riguardante gli ultimi 10anni, 2009-2019 durante il quale oltre 200.000 aziende hanno serrato definitivamente i battenti, di queste il60% riguarda attività legate al comparto casa:edili, lattonieri, posatori, dipintori, elettricisti, idraulici.

La crisi rischia di dare il colpo di grazia alle piccole e medie aziende manufatturiere e di esportazione che sono i cardini della nostra economia. Occorre su questo comparto che il governo adotti provvedimenti forti e immediati che diano contributi certi e per salvaguardare questi settori che sono le basi della nostra economia.

Alfredo Magnifico

Commenti Facebook