Vera Gheno protagonista di “Si scrive Molise” con il suo libro e il primo “laboratorio d’asporto”

Sabato 18 dicembre, alle 18:30, presso la Casa della Scuola in via Roma 41 a Campobasso, la sociolinguista, autrice e traduttrice Vera Gheno presenterà il suo “Le ragioni del dubbio” (Einaudi, 2021). L’ingresso sarà libero con green pass.

L’incontro rappresenta il via ufficiale delle attività di “Si Scrive Molise”, il laboratorio permanente sulla scrittura nonché nuovo appuntamento campobassano fra lettrici, lettori, autrici e autori, realizzato dal Comune di Campobasso e curato dalla scrittrice Valentina Farinaccio rientra nel cartellone delle iniziative del progetto Revival che hanno come sede deputata la tensostruttura collocata nel piazzale retrostante, debitamente ristrutturato, dell’ingresso principale della Casa della Scuola di Campobasso.

Oltre alla presentazione di sabato 18 dicembre del suo nuovo libro pubblicato da EinaudiVera Gheno sarà la protagonista del primo “laboratorio d’asporto” di “Si Scrive Molise”domenica 19 dicembre, dalle 9:30 alle 12:30, mettendo a disposizione dei partecipanti la sua storia di accademica, divulgatrice ed esperta in comunicazione digitale per entrare nelle pieghe dell’argomento “La scrittura e i social network”. Tre ore preziosissime di lezione/confronto, cui sarà possibile prendere parte inviando una mail indicando il proprio nome, cognome ed età, all’indirizzo: [email protected]Anche il “laboratorio d’asporto” di “Si scrive Molise” si terrà presso la Casa della Scuola, in via Roma 41 a Campobasso.

Nel suo libro “Le ragioni del dubbio”, Vera Gheno indaga i meccanismi della nostra meravigliosa lingua, e lo fa con la leggerezza calviniana di chi ammira il linguaggio senza peso perché conosce il peso del linguaggio, distillando un «metodo» per ricordarci la responsabilità che ognuno di noi ha in quanto parlante. Un metodo che si fonda innanzitutto sui dubbi, che ci devono sempre venire prima di esprimerci: potremmo, nella fretta, non aver compreso di cosa si sta davvero parlando, capita a tutti, anche ai piú «intelligenti». Poi sulla riflessione, che deve accompagnarci ogni volta che formuliamo un concetto. E infine sul silenzio, perché talvolta può anche succedere, dopo aver dubitato e meditato, che si decida saggiamente di non avere nulla da dire. Le parole, infondo, non sono mai solo parole, si portano dietro visioni differenti della realtà, tutte le nostre aspirazioni e le nostre certezze: ovvio che possano generare conflitti e fare male. Ma possono anche generare empatia e fare del bene, se impariamo a usarle meglio.

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