Soppressione della Corte di Appello di Campobasso: interviene il Coordinamento Nazionale della UILPA Giustizia

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Anche il Coordinamento Nazionale della UILPA Giustizia interviene, su sollecito della UILPA MOLISE, sulla paventata soppressione della Corte di Appello di Campobasso. Nella nota inviata al Ministro della Giustizia, in data 30 gennaio u.s., il Coordinatore Nazionale della UILPA GIUSTIZIA, Domenico AMOROSO, afferma: “Sig. Ministro, proprio oggi che la S.V. si accinge ad inaugurare il nuovo anno giudiziario presso la Corte d’Appello di Palermo, nella giornata in cui si ripete lo stanco rituale nel quale vengono evidenziati i mali della Giustizia e giammai individuate serie, concrete ed attuabili cure, vogliamo evidenziarLe come la paventata chiusura di alcuni di quelle Corti, già così oberate da appelli che cadono in prescrizione (cd. amnistia strisciante), lungi dal generare risparmi di spesa, produrrà solo altri drammatici disagi ai cittadini e sicuri, ulteriori aggravi di spesa per la collettività, senza generare alcun tipo di efficienza.”
AMOROSO, aggiunge poi: “È sotto gli occhi di tutta la popolazione lo scempio perpetrato con la cosiddetta “riforma della geografia giudiziaria”, che ha solo significato la mera chiusura di migliaia di Uffici giudiziari, lasciando sguarniti interi territori del servizio Giustizia.” Incalza AMOROSO: “…alla luce di quanto accaduto con i Tribunali ed i Giudici di Pace, il cittadino italiano ha ormai compreso che parole come “ristrutturare” e “riorganizzare” nel lessico della politica significano solo chiudere servizi e far gravare i costi sugli Italiani. Poiché l’errore della chiusura di tanti Uffici giudiziari è sotto gli occhi di tutti, si pensa bene di riproporlo con la paventata chiusura di alcune Corti di Appello, che vuol dire semplicemente moltiplicare i disagi degli Italiani. Se chiude un Giudice di Pace il cittadino è costretto a rivolgersi a quello della città almeno più vicina, ma chiudere i Distretti di Corte d’Appello significa centuplicare le distanze! Ad esempio accorpare Campobasso ed Ancona, comporterà per il cittadino spostamenti superiori ai 400 chilometri! Lo stesso dicasi per Caltanissetta, Potenza, Taranto, ecc. Non solo! Sopprimere alcune Corti di Appello, con la conseguente, inevitabile chiusura di altri Tribunali (Direzione Naz. Antimafia, Tribunale Minorenni, Corte Conti, ecc.), cardini dei presidi di legalità, significa abbandonare di fatto interi territori da parte della Stato, con l’inevitabile occupazione degli stessi da parte della criminalità  organizzata.”
Prosegue: “Per non parlare del personale, di magistratura ed amministrativo, che si vedrà spostato da una parte all’altra dell’Italia per sopperire al raddoppio dei processi nelle Corti accorpanti, con la sradicazione e la ” deportazione” di centinaia di nuclei familiari; difatti, la “misura del confino” oggi vale solo per i Pubblici Dipendenti e non più per i mafiosi. Conclude il Coordinatore Nazionale UILPA GIUSTIZIA: “Sig. Ministro, errare è umano, tanto che si parla della riapertura di alcuni Tribunali soppressi, ma perseverare è diabolico! Sollecitiamo, quindi, la S.V. e l’Amministrazione a non dare ascolto a chi propugna queste soluzioni, poiché è evidente che chi lo fa non vive la realtà quotidiana e non ha a cuore i disagi e le difficoltà degli italiani.”

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