Mina Cappussi espone ai Dioscuri al Quirinale con una scelta di opere che partecipano alla Mostra d’Arte Contemporanea Good Vibration

1220

Mina Cappussi, la giornalista-artista molisana che precorre i tempi con i suoi quadri-specchio espone ai Dioscuri al Quirinale, Complesso Monumentale di Sant’Andrea con una scelta di opere che partecipano alla Mostra d’Arte Contemporanea Good Vibration dal 14 al 30 settembre 2015 in una selezionatissima rappresentanza della multiforme creatività dell’espressione artistica in una stagione di vitale fermento che si contrappone alla crisi esistenziale di una società in rapido mutamento. Non a caso tra le opere di Mina Cappussi figura Ashanti Africa, immagine simbolo di quella emergenza migrante che è di tragica, scottante attualità.

“Ashanti – spiega Mina Cappussi – è un nome indigeno del Ghana e della Costa d’Avorio. Gli Ashanti furono una potente nazione sotto il re Akan, discendenti di un popolo etiope menzionato dagli storici greci Diodoro Siculo ed Erodoto. In contrapposizione all’immagine mediatica dei barconi, alle tragedie dei nostri giorni e quella diffidenza di una certa Europa, qui la figura femminile rappresenta l’Africa lussureggiante, Madre dell’umanità. Ashanti è un’opera che piace ai bambini, alle persone pure di cuore, a chi non ha imprigionato la coscienza nelle sovrastrutture sociali, nei ruoli, nelle convenzioni. E’ l’archetipo della vita, il seme del Sé nelle profondità del nostro essere”.
La mostra si apre lunedì 14 settembre, alle 17.30, con il grande evento di conferimento del Premio Internationale Urbis et Artis Honoris Causa al maestro e poeta Giulio Rapetti MOGOL, un nome che è ormai leggenda, il più grande e importante autore italiano di testi di canzoni. Da tutti conosciuto per il lungo e fortunato sodalizio con Lucio BATTISTI, il suo contributo alla cultura italiana attraverso la musica pop è stato decisamente molto più ampio. Infatti, dai primissimi anni ’60 a tutt’oggi, vanta oltre millecinquecento canzoni pubblicate e grandissime collaborazioni. Dal primo Festival di Sanremo vinto con la sua “Al di là” da Luciano TAJOLI fino al recente evergreen “L’emozione non ha voce” (una delle più grandi hit di Adriano CELENTANO), Mogol ha da poco festeggiato 50 anni di successi con Tony RENIS, Fausto LEALI (A chi), Gianni BELLA, MORANDI, COCCIANTE, MANGO, MINA, VANONI, MINGHI, Caterina CASELLI (Perdono, Cento giorni, Sono bugiarda, Il volto della vita), ma anche Patty PRAVO, Bruno LAUZI, EQUIPE 84 (Io ho in mente te, Nel ristorante di Alice, Un angelo blu), DIK DIK (Il primo giorno di primavera, Sognando la California), PFM, THE ROKES (Che colpa abbiamo noi, È la pioggia che va), BOBBY SOLO (Se piangi, se ridi, Una lacrima sul viso), LITTLE TONY (La spada nel cuore, Riderà), Umberto TOZZI, Luigi TENCO, Renato ZERO, Gigi D’ALESSIO, Rino GAETANO. Oltre ad aver in passato fondato una propria casa discografica – la mitica Numero Uno di Battisti, Formula 3 e tanti altri – è anche il primo e unico autore nella storia a firmare un album in copertina insieme agli interpreti (Mogol-Audio 2), nonché l’unico autore ad avere avuto il piacere e l’onore di consegnare un premio che porta il suo nome, da lui stesso presieduto e istituito dalla Regione Val d’Aosta, dedicato ai migliori testi per canzoni pop. Premio vinto, fra gli altri, da JOVANOTTI.

Ci saranno importanti nomi del mondo della musica leggera, dello spettacolo. Hanno già confermato la loro presenza la principessa Giulia CRICELLI CARACCIOLO, Carla MAZZONI, Francesco FARACHI, mentre dovrebbero esserci quasi sicuramente Dario SALVATORI e Renzo ARBORE

Grande attesa per uno dei quadri-specchio di Mina Cappussi, la serie Urphanomen, che incontra i “fruitori specchianti” pronti ad un consulto a cospetto con le “visioni” dell’artista che ha esposto a New York, Dubai, Abu Dhabi, all’Artexpo di Bologna con Philippe Daverio e Giorgio Grasso. Mina Cappussi è recensita da Mondadori in una pubblicazione sul Metateismo, tra gli Artisti della Nuova Avanguardia. Ha tenuto una personale “Discronie Archetipe”, al Ministero dei Beni Culturali in via del Collegio Romano, seicentesco Salone Monumentale della Crociera e, ancora, una personale “Urphanomen” al Museo dello Stadio Domiziano di piazza Navona -Soprintendenza Archeologica della Capitale.
I suoi “quadri-specchio” sono caratterizzati da diversi livelli di lettura e di interpretazione, nei quali ognuno “vede” il proprio riflesso, risuonando all’unisono con quella particolare vibrazione. Mina Cappussi è scrittrice, poetessa, giornalista e counselor, nonché esperta di Comunicazione, e in particolare di Web Communication e Social Network sui quali tiene corsi all’Università Roma Tre. Le descrizioni dei suoi quadri, che scrive lei stessa, sono un ulteriore livello di lettura, un altro, non l’unico. Le persone hanno cominciato a comprare i quadri e a pretendere le spiegazioni, che vengono “calate” sulla personalità dell’acquirente.

Commenti Facebook