Campobasso/ Al Teatro Savoia ‘Paese mio bello, l’Italia che cantava e canta’

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Quattro voci in una, quattro amici un solo cuore. Quattro giovanissimi quando, nel 1979, si sono incontrati per la prima volta in uno spettacolo del grande drammaturgo Raffaele Viviani con la regia di colui che è stato, in seguito, il loro maestro fino alla fine degli anni ’90; Roberto De Simone. Alla sua scuola si sono formati partecipando alla gran parte degli spettacoli e delle composizioni musicali messe in scena. Poi ognuno ha percorso la sua strada con scelte personali tra musica, teatro e cinema. Suono e Armonia che partendo da Napoli incontra l’Italia e un po’ di mondo.
Il titolo del concerto, “Paese Mio Bello” è stato ispirato da una raccolta di canzoni popolari registrate da immigrati italiani negli Stati Uniti d’America tra il 1911 e il 1939. Nel programma sono presenti tutte le note, le epoche, i generi cantati e vissuti in quarant’anni e più di attività dai quattro solisti. Un concerto che sorprende ad ogni brano. Sempre in bilico tra il ricordo struggente e la voglia di “innovazione”, di quel nuovo che è linfa vitale per continuare a studiare e ricercare il “magico accordo” nell’armonia di quattro voci

Il fattore G, quello della Gatta. Qualcuno, simpaticamente, ha notato che oltre al repertorio, lo stile col quale hanno ricercato ed elaborato il programma, la storica amicizia, hanno in comune Il fattore G. Quello di Gatta, lo spettacolo che ha segnato una svolta epocale nel teatro italiano alla fine del secolo scorso: La Gatta Cenerentola. Tutti e quattro hanno preso parte all’opera di De Simone portandola in giro nel mondo per centinaia di repliche.

Paese Mio Bello canta con disinvoltura il ‘700 napoletano sino alla musica tradizionale popolare. Il concerto, accompagnato dai chitarristi Michele Boné e Paolo Propoli, riflette indubbiamente di tutte le note, le epoche, i generi cantati e vissuti in quarant’anni e più di attività dai quattro solisti. Quasi un “ri-passo” di storie, emozioni, successi e delusioni condivise.
In questo loro “Paese” cantano con la stessa disinvoltura il ‘700 della grande scuola napoletana e le canzoni degli anni ’40/’50, la musica leggera e la tradizione popolare, sia italiana che latinoamericana, e loro composizioni.

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               Associazione Dopolavoro Ferroviario Campobasso

            

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