Uprom e Isde aderiscono al“Comitato Molise, Abruzzo, Lazio, Campania contro le Camorre”

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comcamorr1Si é tenuta ieri pomeriggio, presso la sala consiliare della Provincia di Campobasso, la prima Assemblea Generale del “Comitato interprovinciale contro tutte le camorre”, promosso dal coordinatore Emilio Izzo, dopo la presentazione ufficiale del Comitato dello scorso novembre nella sede comunale di Isernia e dopo la presentazione dell’inchiesta della giornalista Lucia Navone sull'”affaire” dell’eolico tenuta a Campobasso.

Al Comitato hanno aderito ufficialmente l’UPROM (Unione delle Province Molisane) presieduta da Salvatore Colagiovanni e l’ISDE (Associazione Medici per l’Ambiente-Molise) presieduta dal dott. Bartolomeo Terzano. Presenti rappresentanti di varie associazioni ambientaliste, il Sindaco di Pizzone, Nicola Frenza del’Om, l’avv. Ciamarra del Comitato Nazionale Paesaggio e Italia Nostra, Annamaria Tedeschi ex consigliere regionale della Regione Lazio, Alessandro Barbieri Presidente della “Consulta dell’Ambiente” di Piedimonte San Germano e responsabile della Sede Operativa di Cassino dell’Associazione “Vita al Microscopio”, il professor Rocco Cirino, i rappresentanti dell’Associazione Culturale Acors, Pino Saluppo giornalista e candidato a Sindaco di Campobasso, oltre alla presenza dell’Assessore Provinciale al’ambiente Alberto Tramontano e del Consigliere Regionale Nunzia Lattanzio. Salvatore Colagiovanni, Presidente Uprom spiega le motivazione dell’adesione: ” noi come Unione delle Province Molisane aderiamo perchè bisogna essere attenti sempre, abbiamo delle dichiarazioni allarmanti, che riportano sia la stampa nazionale che quella regionale, è arrivato il momento di alzare le barricate contro chi pensa di voler fare del proprio territorio una camorra, noi abbiamo la coscienza pulita, le mani pulite e siamo pronti a riconquistarci il territorio”. Perchè è nato il Comitato? “di certo non dalle affermazioni di Schiavone,- afferma Izzo – non è stato svelato nessun segreto, da anni si sa cosa sta succedendo in questa Regione. Non è un’isola felice, è interessata dall’eolico selvaggio, dall’inquinamento industriale, dai rifiuti nucleari, dai rifiuti tossici, i colpevoli? Ci sono, dobbiamo arrivare a smascherarli!. Diciamo no a tutte le camorre, anche quelle fatte dai colletti bianchi e da chi veste “giacca e cravatta”, spesso questi soggetti si mascherano dietro una facciata che non è quella reale, non c’è solo la camorra dei rifiuti ma anche quella che aiuta la camorra dei rifiuti, le camorre delle amministrazioni, la camorra dell’eolico, la camorra delle biomasse, c’è di tutto e di più. Il Comitato nasce per dire no alle Camorre ma anche per essere vigili sul nostro territorio, non ci basta che qualcuno faccia un esempio di scavo, che viene fatto in superficie non oltre qualche metro, per vent’anni ci sono state taciute delle cose, oggi le azioni messe in campo sono ancora peggiori”.

L’assemblea è stata voluta per informare e continuare a mantenere accesa l’attenzione ma anche per ascoltare e raccogliere idee e progetti per passare alle azioni concrete, se serve impugnare le pale e iniziare a scavare. Assenza di controlli, assenza di un Registro dei Tumori, assenza di un Registro Epidemiologico, assenza di Piani d’intervento, assenza di piani di bonifica dei terreni e delle zone interessate da “avvelenamenti”, tutto questo è stato rimarcato da tutti i presenti, ed è stata chiesta un’azione concreta anche agli unici rappresentanti istituzionali, oltre a Salvatore Colagiovanni, per un intervento serio.

La prossima iniziativa di sensibilizzazione al problema sarà organizzata alla Camera di Commercio di Isernia, per poi andare nelle piazze, “oltre ad un luogo scelto da noi, con le pale e altri attrezzi per vedere cosa c’è sotto terra. Siamo preoccupati e dobbiamo vigilare su come vengono eseguiti questi scavi “, così conclude Izzo.

Effettivamente solo grazie a questo dossier, che era stato occultato, si sono accesi i riflettori su ciò che da trent’anni succede nella nostra regione, nonostante le inchieste fatte da giornalisti molisani, comprese le inchieste e le interviste di questa testata. Manca l’informazione? Si se ne deve parlare di più. Manca l’ascolto? Si non bisogna sottovalutare i campanelli d’allarme finchè non ci toccano da vicino. C’è bisogno della presa di coscienza e conoscenza, a questo tipo di dibattiti aperti è singolare la presenza di cittadini, associazioni non solo ambientaliste e l’assenza dei rappresentanti istituzionali, tranne pochi esempi sensibili a questi temi, altra domanda perchè quest’assenza? Lasciamo ai lettori la risposta.
MDL

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