Termoli/ Tunnel … un voto “franco” !

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Riceviamo e pubblichiamo

Con il via libera della 3^ e 4^ commissione comunale, il progetto di riqualificazione del centro storico di Termoli, la “famigerata opera epocale”, approda, il 19 p.v., in Consiglio comunale per la definitiva approvazione, e a seguire l’apertura del cantiere.  A questo atto conclusivo seguiranno, come già annunciato dagli oppositori alle opere in oggetto, i ricorsi al TAR con la richiesta di annullamento, per presunti “vizi” procedurali presenti nell’iter tecnico-amministrativo, compreso il recente provvedimento del Consiglio dei Ministri.
Ultimamente l’Amministrazione Sbrocca ha impresso una grande accelerazione ai provvedimenti amministrativi e di governo, sia per questo delicato progetto, che per il bilancio di previsione con allegato piano triennale delle opere pubbliche, ultimamente approvato dal Consiglio. Sembra quasi che Sbrocca & C. hanno uditto, come nella gara sportiva, la “campana dell’ultimo giro”; dopo il risultato fallimentare avuto dalla compagine di appartenenza alle recenti elezioni politiche. Risultato di certo disastroso, e che allo stato attuale tutto lascia far credere possa ripetersi alle prossime elezioni regionali di domenica 22 aprile, con la dissoluzione completa della  “filiera istituzionale” di cui l’Amministrazione si fregia appartenere, e sentano anche la possibile e  prematura fine della loro esperienza consiliare.
La prevista approvazione in Consiglio comunale degli atti finali del progetto di finanza in oggetto, è rischiosa assai per i Termolesi, ma anche e soprattutto per i consiglieri comunali. Ciò in quanto mentre fino ad oggi tutte le responsabilità, anche patrimoniali, ricadono sola sulla dirigenza tecnica (RUP), con delibera di Consiglio comunale di approvazione degli atti, le responsabilità ricadranno anche sui consiglieri comunali favorevoli, mentre i componenti della Giunta comunale, non avendo diritto di voto, continueranno a restare esenti, avendo finora approvato, inizialmente, solo una delibera di Giunta di indirizzo, demandando il tutto agli organi tecnici competenti il proseguo delle procedure tecniche-amministrative.
 A tal proposito, per un voto ancor più “consapevole” può essere utile ricordare agli interessati, altre ipotesi presentate in passato, da grandi e importanti imprese e studi di progettazione nazionali, per la realizzazione dello stesso tunnel e del parcheggio interrato nella Piazza S. Antonio.
Dopo approfondite ricerche e studi dei luoghi, ed affini piani economico-finanziario, ha portato, in passato, i promotori a desistere su ogni iniziativa. Significativo può servire il caso della Società BONIFICA (Gruppo IRI) che alla fine degli anni novanta, titolare di un appalto di 25 miliardi di lire per la realizzazione dei lavori del porto, della capitaneria, mercato,avrebbe dovuto eseguire anche la realizzazione del tunnel e del parcheggio interrato in Piazza S. Antonio. Dopo un approfondito studio dei fabbricati e luoghi interessati alla realizzazione del tunnel e parcheggio, e la realizzazione un Centro Commerciale, la gestione dell’intera opera, accertata dalla ITALPA, società pubblica con grande esperienza in gestione parcheggi, risultava deficitaria. Ciò ha indotto la Società BONIFICA, dopo aver eseguito i lavori portuali, a rinunciare la realizzazione del tunnel, del parcheggio interrato e delle altre opere a terra previste. A fronte di tale rinuncia BONIFICA ha versato nelle casse del Comune di Termoli, comprensivo della penale per non aver completato le opere, la somma di circa 5,8 miliardi delle vecchie lire. Quanto detto è verificabile, per chi vuole, esaminando gli atti presenti in Comune.
Un’altra proposta, anno 2004, di realizzare simili opere, è quella dell’impresa di costruzioni NIDECO (Gruppo Patriciello) di Venafro. Iniziativa bloccata, autotutela, dall’Amministrazione Di Brino,  ritenuto l’intervento troppo invasivo e cessato interesse pubblico, in tal modo si è evitato di far pagare al Comune di Termoli le penali all’impresa, vincendo, con sentenza del Consiglio di Stato, il ricorso proposto dall’impresa. Và da se che con l’approvazione del Consiglio comunale, e l’assegnazione finale della gara all’impresa De Francesco Costruzioni per il nuovo progetto, l’impresa NIDECO, venendo meno i presupposti della sentenza citata,  solleciterà l’esito della richiesta di indennizzo (5 milioni di euro) per il risarcimento dei danni e mancato utile. Richiesta inoltrata all’inizio  della nuova procedura di finanza di progetto promossa dall’Amministrazione Sbrocca.
L’auspicio è che il persistere dell’Amministrazione sia solo strumentale: utile per non ammainare una bandiera, definita “ opera epocale”, dopo averla sventolata per tre anni. Pensando di mostrare fermezza nel voler eseguire il progetto, salvare “l’immagine”, rimandando al TAR, accogliendo il ricorso, il mettere la parola fine ad una vicenda che graverà fortemente sull’intera collettività Termolese.
Sarebbe meglio, invece, se i nostri amministratori, a seguito delle possibili nefaste conseguenze, soprattutto economiche, per loro, ma anche per Termoli, non approvino gli atti. In tal modo dimostrano, per una volta, di assumere la decisione con un voto “franco”, e non con un voto non “organizzato” dettato dalla sola appartenenza politica, come finora si è avuto modo di assistere in più occasioni.
Il risultato delle ultime elezioni politiche, e quello che in tanti già prevedono possa accadere nelle prossime regionali, aiuterà molti amministratori comunali, ad una attenta e maggiore riflessione, e giungere alla giusta ed oculata decisione sull’argomento in esame.  
Nicola Felice 
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