Se non si interviene su Molise Acque si accentua la crisi aziendale e si rischia il baratro

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La crisi che investe da tempo immemore l’Azienda Speciale “ MOLISE ACQUE “ tiene in apprensione i 70 addetti a tempo indeterminato ed i 44 lavoratori interinali che si alternano mensilmente nelle prestazioni fornite tramite l’Agenzia TEMPOR. Ripetutamente le organizzazioni sindacali hanno sollevato la questione ricercando un’interlocuzione con la Regione Molise per porre termine alle criticità gestionali, amministrative, finanziarie e operative in cui versa l’Azienda Speciale istituita con l.r. n. 37/1999. Recentemente si è svolta un’assemblea del personale da cui è scaturito un Verbale che sintetizza anche sul piano tecnico la situazione aziendale con la perdita di 11 milioni di euro negli ultimi esercizi, un dimezzamento del patrimonio netto tra i 7 milioni del 2014 ed i 3,8 milioni del 2015, l’aumento delle esposizioni debitorie in particolare verso imprese fornitrici di energia elettrica e la crescente difficoltà ad incassare i crediti per l’acqua erogata ai comuni molisani e ad altre regioni. Il Verbale dell’Assemblea con tutti i riferimenti menzionati è stato inviato ai Prefetti di Isernia e Campobasso, ai Comuni, alla Regione Molise e al Commissario di Molise Acque a fine del 2016 ma nessuna delle Autorità in indirizzo ha ritenuto di intervenire in alcun modo.

Tra le sollecitazioni del personale di Molise Acque c’era la richiesta di trasferimenti finanziari della Regione Molise all’Azienda Speciale per limitare le sofferenze e rimettere in equilibrio la contabilità, ma in sede di approvazione del Bilancio per il 2017 non è stata appostata alcuna somma da destinare a MOLISE ACQUE. In pratica la questione è stata ignorata, salvo i riferimenti contenuti nella Mozione approvata recentemente in Consiglio Regionale sulla contrarietà alla realizzazione della Diga di Piana dei Limiti a confine con la Puglia che conteneva un generico impegno al recupero dei crediti vantati dalle Regioni contermini. Se permane la grave indifferenza istituzionale verso l’Azienda Speciale MOLISE ACQUE la crisi si accentuerà ulteriormente col rischio di compromettere la gestione pubblica del servizio idrico per la grande adduzione dalle sorgenti fino alle reti comunali.

Per evitare che il collasso dell’Azienda Speciale apra le porte ad ipotesi di gestione privata così come si sta definendo per il servizio idrico integrato delle reti comunali, con la proposta di legge n.136/2016 attualmente all’esame della Conferenza delle Autonomie Locali, ho ripreso la sollecitazione sindacale indirizzata al Prefetto di Campobasso auspicando l’attivazione di un confronto tra le parti in quella sede. Non è chiaro perché da poco meno di due anni il Consiglio Regionale non procede ad eleggere i componenti del Consiglio di Amministrazione, e non si comprendono le ragioni del comportamento di tante amministrazioni comunali che incassano le bollette dell’acqua dai propri cittadini e non pagano Molise Acque che è arrivata a maturare crediti verso comuni molisani per oltre 30 milioni di euro, nel mentre nessuno chiarisce in termini di acqua erogata e crediti vantati qual è il credito con la Campania o la Puglia. L’inerzia è figlia dell’inedia, o cela un disegno di privatizzazione ?

Michele Petraroia

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