Sanità/ M5S: non lasciamoci distrarre dalla dispute giuridiche.Parliamo di temi e soluzioni

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Per undici degli ultimi dodici anni, la Sanità molisana è stata gestita dalla politica. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: servizi sempre più scadenti, rete territoriale e di emergenza depauperata, blocco delle assunzioni (eliminato mesi fa nel Decreto Calabria voluto e approvato dal MoVimento 5 Stelle) e tasse alle stelle.

Ciò che resta della sanità pubblica molisana, da anni e non da mesi, è tenuto in piedi solo grazie allo spirito di sacrificio degli operatori. Intanto soprattutto i due privati accreditati, Neuromed e Fondazione Giovanni Paolo II (ora Gemelli spa) continuano a rappresentare eccellenze in campo sanitario, ma assorbono, tra budget ed extra budget, più di 100 milioni di euro l’anno, con l’assurdità che la Regione anticipa più della metà di questi soldi non per curare i molisani ma i cittadini di fuori regione. Questo crea squilibrio in un sistema che vede il pubblico sempre più compresso a favore del privato.  


In questo scenario è impensabile immaginare che chi ha distrutto la sanità pubblica possa ristrutturarla. Questa è stata l’idea base del MoVimento 5 Stelle e di tanti cittadini, quando abbiamo pensato ad una legge che prevedesse l’incompatibilità tra il ruolo di Governatore e quello di Commissario per la sanità.


Ora sappiamo che, secondo la Corte Costituzionale, l’incompatibilità non doveva essere prevista in legge di conversione perché estranea al Decreto Fiscale in quanto per la Consulta è “esclusa qualsiasi pertinenza delle disposizioni di carattere fiscale contenute nel titolo I del decreto rispetto al tema dei commissari per il ripianamento delle spese sanitarie regionali”.
Ma attenzione: dire che la Corte Costituzionale ha bocciato il ‘concetto’ del commissariamento esterno significa dire il falso. I Commissari esterni, infatti, sono stati nominati sulla base di una legge che già ne permetteva la nomina in caso di mancata attuazione dei Piani di rientro. In pratica la sentenza non fa decadere i Commissari nominati per il Molise.
A tal proposito, per evitare ulteriori strumentalizzazioni chiariamo che specificare questi passaggi non vuol dire difendere i Commissari. Anche loro hanno le loro colpe già solo per il fatto di non aver discusso i contenuti del Piano Operativo con un territorio che non conoscono nella sua varietà e nelle sue difficoltà. Tuttavia non possiamo farci distrarre da dibattiti giuridici che appartengono ad altri. Non distogliamo l’attenzione da ciò che la Regione Molise può fare a prescindere dai Commissari.
Infatti noi rimaniamo concentrati sui temi, sulle soluzioni. Le stesse che porteremo all’attenzione di chiunque sia il Commissario e le stesse che porteremo in Aula martedì prossimo, 10 dicembre, al Consiglio monotematico sulla sanità che il MoVimento 5 Stelle ha chiesto e ottenuto. Soluzioni che saranno contenute in una serie di atti che presenteremo in Consiglio regionale, riferiti alla rete territoriale, ai concorsi e alle borse di studio per gli specializzandi, alla rete dell’emergenza-urgenza, ai rapporti con i privati, alla continuità assistenziale, al Pos 2019-2021.
Se avesse a cuore davvero la salute dei molisani, il presidente Toma avrebbe dovuto e dovrebbe occuparsi di questi temi e non cercare esclusivamente di ottenere per sé la nomina a Commissario rendendo battaglia personale ciò che invece è diritto universale. Tra l’altro non dimentichiamoci che il Pos disegna la macrostruttura, ma poi sono i Dca, i decreti del Commissario ad acta, a declinare le linee guida in servizi sul territorio. Quindi in quella sede ci aspettiamo che chiunque sarà Commissario farà il bene dei molisani per una sanità pubblica e di qualità.

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