Sanità: confronto con il Ministro della Salute per individuare i tagli alle regioni

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Preceduto da un lungo esame istruttorio della Commissione Salute conclusosi alle 14.30 dalle 10.30, si è tenuto a partire dalle 16.00 al Ministero della Sanità il confronto Stato-Regioni sulla bozza di intesa che individua i tagli pari a 2,3 miliardi sanciti dalla legge di stabilità 2015 sui trasferimenti del Fondo Sanitario Nazionale alle Regioni.  Presieduto dal Ministro Beatrice Lorenzin e alla presenza del Direttore Generale del Ministero Renato Botti e del nuovo responsabile del Tavolo Tecnico Nazionale di vigilanza sulle regioni commissariate Dott.ssa Angela Adduce del Ministero dell’Economia, è stata illustrata la prima ipotesi di riparto dei tagli che saranno suddivisi per 1,4 miliardi su beni e servizi, dispositivi medici e forniture, per 350 milioni di euro sulla farmaceutica, 168 milioni di euro sulla non appropriatezza più altre riduzioni su riabilitazione e unità operative.
Le regioni hanno sollecitato chiarimenti sulla tenuta del sistema sanitario pubblico nazionale e hanno rimarcato che i nuovi farmaci salvavita oncologici e dell’epatite C, insieme all’entrata in vigore dei nuovi LEA determineranno l’esigenza di coprire correttamente altre uscite.
In particolare il Vice Presidente della Giunta Regionale del Molise ha sollevato la questione dei livelli essenziali di assistenza nelle regioni commissariate dove il blocco del turn over accentua la mobilità sanitaria passiva, riduce le prestazioni e aumenta le imposte a carico di cittadini e imprese. A latere della riunione l’Assessore Michele Petraroia dopo aver condiviso con l’Assessore alla Sanità dell’Abruzzo Silvio Paolucci l’esigenza di una collaborazione proficua tra le due regioni in materia di tutela della salute ha partecipato alla riunione con il Sottosegretario Vito Di Filippo insieme al Sindaco di Agnone e alla delegazione del Molise sul riconoscimento di Presidio Ospedaliero di area disagiata riscontrando una positiva apertura da parte dello stesso Sottosegretario.
La complessità dei problemi aperti sul territorio obbliga gli amministratori a moltiplicare il proprio impegno nella risoluzione di vicende annose che però rappresentano risposte ai cittadini in termini di diritti essenziali e di mutamento di prospettiva. Questo è il dovere di chi amministra.

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