Pittella: i cittadini non vedono di buon occhio l’Europa, bisogna chiedersi il perchè

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pittellabiondiNell’Anno Europeo dei Cittadini 2013, sabato sera il Centro di Servizio per il Volontariato “il Melograno” ha promosso nella Sala della Comunità una conferenza sul tema “Italiani, cittadini d’Europa”. Ospite d’eccezione, il Vice Presidente del Parlamento Europeo, l’onorevole Gianni Pittella, che non ha esitato ad avanzare critiche e riflessioni sulla politica economica dell’Unione, tracciando una strada nuova che riparta dai popoli per arrivare alla costruzione degli Stati Uniti d’Europa.“In un momento difficile per i cittadini, molti dei quali percepiscono negativamente l’Europa ed a fronte di tante voci contrarie, che addirittura vorrebbero l’Italia fuori dall’Unione, non bisogna dimenticare che solo grazie a questa, il continente intero ha potuto godere di oltre cinquant’anni di pace, ottenendo anche il Premio Nobel.

Ma certo c’è ancora tanto da fare per realizzare l’Europa sognata dai suoi padri fondatori”, ha affermato nella sua introduzione il Presidente del CSV di Larino Bianca Biondi.“Infatti, in giro non c’è tanta voglia di parlarne – ha esordito l’onorevole Gianni Pittella – e bisogna interrogarsi sulle ragioni di questo profondo malessere e sulla disillusione nutrita dalla gente”.
A partire dalla necessità di declinare il concetto di cittadinanza europea non solo in senso giuridico, ma anche e necessariamente politico – ha continuato – ammettendo che la missione civilizzatrice dell’Europa ed i suoi valori basati sulla pace e sui diritti dei popoli, sono stati sacrificati in favore degli Stati del Nord Europa e di una politica economica che ha portato solo recessione e povertà.
“Le politiche di austerità hanno fiaccato l’economia ed è stata folle l’idea di contenere il debito pubblico attraverso il taglio della spesa – ha detto ancora Pittella – perché dopo quattro anni di lacrime e sangue è aumentato fino al 130% del Pil, nonostante abbiamo stretto la cinghia fin quasi a morire di asfissia. Per questo i cittadini non vedono di buon occhio l’Europa e la sua concezione ragionieristica delle persone sottomesse alla moneta comune”.
Da qui la necessità di un cambio della politica economica dell’Unione, attraverso un’azione della Banca Centrale Europea tesa a sostenere la ripresa, non solo le banche e la modifica del patto di stabilità, svincolando gli investimenti dalla spesa corrente. Infine, l’opportunità di eleggere direttamente i vertici governativi ed esecutivi dell’Unione e finalmente costruire una vera Europa politica, che parli con una voce unica sullo scenario planetario, comprima la finanza in favore del sociale ed archivi l’austerità per dare ossigeno all’economia reale.
“Solo così potremo tacitare il populismo antieuropeo – ha concluso il Vice Presidente del Parlamento Europeo – perché è impossibile e pericoloso tornare ad un’Europa di piccoli stati in uno scenario di competizione globale”.

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