Petraroia replica a Mancini (Forche Caudine): Prospettive di Sviluppo del Molise

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A riscontro della Sua garbata nota apparsa sulla stampa locale in data odierna, mi preme inviarLe i due documenti adottati ieri dal Consiglio Regionale del Molise inerenti i progetti di sviluppo finanziati con i fondi strutturali europei 2015-2020 per poco meno di 400 milioni di euro. Dalla lettura del Piano di Sviluppo Rurale e del Plurifondo FSE – FESR emergono con puntualità le linee strategiche di medio termine del territorio predisposte dalla maggioranza consiliare di centrosinistra e approvate dall’Unione Europea. A tal proposito, segnalo che il Molise è l’unica regione meridionale che ha già i programmi comunitari approvati a conferma e dimostrazione di un impegno amministrativo efficace e concreto. Nella medesima seduta consiliare di ieri è stato approvato nei termini di legge il Rendiconto 2014 regolarmente parificato dalla Sezione Giurisdizionale della Corte dei Conti del Molise dopo anni di incertezze e criticità sanzionate con più pronunce della Corte Costituzionale.
In riferimento alla complessa situazione connessa con il debito sanitario, nell’ultima riunione del Tavolo Tecnico Nazionale è emersa la disponibilità del Governo a sbloccare 80 milioni di premialità che sommati ai 40 milioni stanziati nella Legge di Stabilità 2015 e ai 55 milioni di fondi FAS agevolano un percorso di risanamento del Sistema Sanitario Regionale. Sulle misure di contrasto alla crisi occupazionale è in via di emanazione il Decreto di riconoscimento dell’Area di Crisi da parte del Ministero dello Sviluppo Economico frutto dell’impegno del Partenariato Sociale e del Governo Regionale che da tempo si è prodigato per un obiettivo che potrà sostenere la ripresa produttiva in un territorio dove sta completandosi l’allocazione della banda ultralarga da parte della Telecom e su cui si intende procedere nell’elettrificazione della tratta ferroviaria Campobasso – Venafro.
Sullo specifico del rapporto con il milione di oriundi molisani che vivono ed operano in Italia e all’estero è stata recentemente approvata la Legge n. 12 del 30 giugno 2015 che mira a rilanciare in chiave innovativa gli scambi sociali, culturali ed economici con un mondo che può giocare un ruolo decisivo per il rilancio della regione.
Per queste ragioni ritengo di non condividere le valutazioni circa il conservatorismo della classe politica molisana. Al contrario, sarebbe auspicabile aprire un confronto nazionale ed europeo sugli ultimi dati del Rapporto SVIMEZ su cui si terrà la Direzione Nazionale straordinaria del PD il 7 agosto con il Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi. Sarebbe utile interrogarsi come meridionali sul perché l’asse strategico dell’Unione Europea si è spostato solo a Nord – Est dopo la Caduta del Muro di Berlino abbandonando il Mediterraneo al proprio destino con Grecia, Mezzogiorno d’Italia e Spagna alle prese con la crisi e l’ondata migratoria. E sarebbe importante chiedersi sul perché da 30 anni non c’è più una Politica Nazionale per il Sud con gran parte degli investimenti pubblici indirizzati al Nord con un’operazione politica che ha rafforzato i forti a scapito dei deboli.
Non è che lo stereotipo sull’inadeguatezza della classe politica meridionale, che pure ha tanti limiti e responsabilità, non sia un alibi per giustificare le scelte dei Governi degli ultimi tre decenni che insieme alla Cassa del Mezzogiorno hanno chiuso anche la pagina dei diritti civile e delle tutele costituzionali dei cittadini italiani che vivono nel Sud?

Assessore Michele Petraroia

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